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Oligoelementi

Essi si dividono in due categorie:
1) Macroelementi: calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio, cloro e zolfo; questi sono presenti nel nostro organismo in quantità relativamente elevate.
2) Microelementi o Oligoelementi: ferro, rame zinco,fluoro, cromo, manganese, cobalto, iodio, bromo, selenio, molibdeno, alluminio, silicio, vanadio, germanio, litio; anch’essi sono necessari ma sono presenti nel nostro organismo in quantità notevolmente inferiori.

L’oligoterapia: che cos’è.

Lo scienziato Gabriel Bertrand scoprì il ruolo estremamente importante che gli oligoelementi giocano sia nei vegetali che negli esseri viventi. Successivamente Jacques Ménétrier, definito ormai il padre dell’Oligoterapia, scoprì che questi elementi, somministrati sotto una forma fisico-chimica adeguata, permettono, grazie ad un riequilibrio degli scambi, di migliorare il funzionamento del nostro organismo, sia sul piano fisico che psichico. Infatti, secondo Ménétrier, le irregolarità degli scambi biochimici nel corpo rappresentano la base delle cosiddette malattie funzionali, il primo stadio della malattia, prima che l’alterazione conduca alle lesioni organiche e il modo di trattarle si definisce medicina funzionale. L’utilizzo degli oligoelementi per il trattamento delle malattie funzionali permette il riequilibrio degli scambi organici e quindi il recupero della piena funzionalità dell’organismo.
Fin dall’antichità l’uomo ha utilizzato gli oligoelementi per tentare di risolvere alcune problematiche che non trovavano adeguate soluzioni nella terapeutica dell’epoca. Famoso ad esempio è l’esperimento di Basilio Valentino che somministrò pezzetti di spugna marina arrostiti sulla griglia ad alcuni soggetti portatori di gozzo, una malattia assai diffusa in Svizzera e in tutte le località alpine dell’Europa: questi pazienti miglioravano, ma nessuno capiva il perché. Dovettero passare alcuni secoli prima che si comprendesse che il principio terapeuticamente attivo era lo iodio contenuto nelle spugne stesse! Oggi tutti sanno che lo iodio ha un ruolo biologico fondamentale nella regolazione dei processi metabolici tiroidei. Oggi si parla dunque di Oligoelementi essenziali , cioè che svolgono un ruolo fisiologico indispensabile alla vita. Un oligoelemento è definito essenziale quando:
1) È presente in tutti i tessuti sani di tutti gli organismi viventi;
2) Ha una concentrazione nei tessuti relativamente costante;
3) La sua carenza induce alterazioni strutturali e fisiologiche di vario tipo;
4) Il suo apporto previene o guarisce le affezioni morbose provocate dalla sua carenza.
Queste caratteristiche suggeriscono un’analogia tra oligoelementi e vitamine: infatti anche le vitamine inducono alterazioni strutturali e fisiologiche nell’organismo se vengono a mancare nell’alimentazione, così come il loro apporto previene o guarisce le malattie provocate dalla loro carenza. Proprio per questa analogia gli oligoelementi vengono anche definiti : vitamine inorganiche.
Come agiscono gli oligoelementi nel nostro organismo:
• I metalli e i metalloidi hanno la capacità di legarsi in vario modo alle strutture delle molecole del nostro organismo e della materia vivente in generale. Il ruolo terapeutico degli oligoelementi è legato ad un aspetto funzionale degli stessi nei confronti delle molecole: essi entrano cioè a far parte della molecola di un enzima o sono ad esso indispensabili per il suo funzionamento. Gli enzimi servono al funzionamento di moltissime funzioni metaboliche dell’organismo. Questo ci spiega dunque l’importanza di questi elementi-traccia in quanto la vita dell’uomo e il suo metabolismo si reggono su un insieme complesso ed armonico di numerosissime reazioni biochimiche. Gli enzimi sono dei veri e propri sistemi biocatalizzatori costituiti da una parte proteica e da speciali sostanze dette “cofattori”. Molti oligoelementi sono cofattori enzimatici: si è notato che gran parte degli enzimi finora studiati (sono tantissimi e non tutti ancora noti) contengono nella loro molecola un oligoelemento, o sono attivati dalla presenza di un oligoelemento. Per questo motivo gli oligoelementi hanno assunto un’importanza terapeutica dimostrata dalla pratica clinica.
• Una carenza di oligoelementi indurrà quindi un blocco enzimatico e, dunque, uno squilibrio metabolico, con conseguenze negative sulla salute dell’uomo.
• L’Istituto Nazionale della Nutrizione ha fornito un prezioso elenco di alimenti comuni nei quali si trovano i più importanti oligoelementi. E’ infatti indispensabile che una dieta corretta assicuri il soddisfacimento dei fabbisogni giornalieri di questi essenziali nutrimenti per evitare situazioni di carenza che possono portare a malattie anche gravi a carico di organi o apparati. Con una dieta equilibrata e il più possibile varia possiamo assicurarci un adeguato apporto di tutte le sostanze necessarie al buon funzionamento del nostro organismo. Com’è possibile, allora, il determinarsi di situazioni di carenza? Innanzitutto ci sono situazioni fisiologiche o terapeutiche che favoriscono il rischio di carenze di oligoelementi.
E’ poi necessario analizzare alcuni processi di trasformazioni industriali (come nel caso degli alimenti in scatola ecc.) e le tecniche casalinghe di cottura dei cibi. Ecco alcuni esempi di situazioni che favoriscono carenze degli oligoelementi:
• Restrizioni Caloriche: in molte situazioni l’individuo può doversi sottoporre a una restrizione calorica nella propria dieta a causa di particolari problemi (diabete, ipertensione, obesità ecc.). Questo minor apporto calorico spesso ha come conseguenza una diminuzione degli oligoelementi assunti che può causare una carenza.
• Diete per Anziani: l’età stessa induce una minore attività fisica e un metabolismo rallentato; se, dunque, è salutare ridurre gli alimenti assunti, spesso a questo si associa una carenza di alcuni oligoelementi.
• Donna incinta o che allatta: in questo caso si aumenta il fabbisogno di ferro e la raccomandazione dei Ministeri della Salute di tutti i paesi è quella di aumentare l’apporto di ferro assunto con l’alimentazione integrandolo con un supplemento.
• Adolescenti in fase di crescita: anche in questo caso si raccomanda una più elevata assunzione di ferro in quanto, oltre alla necessità correlata alla crescita stessa, le prime mestruazioni accrescono questo fabbisogno a causa della perdita di ferro emoglobinico con il sangue mestruale (ma vale anche per i maschi).
• Vegetaliani: a differenza dei vegetariani, i vegetaliani escludono dalla loro dieta non solo tutte le carni, ma anche tutti i derivati come latte, burro, formaggi, uova. E’ evidente che queste persone possono spesso incorrere in carenze di vari minerali, soprattutto il ferro, non tanto perché esso è presente in minor misura negli alimenti vegetali, ma anche perché fibre e altre sostanze contenute nei vegetali stessi ne rallenta l’assorbimento; è quindi opportuno integrare i minerali mancanti.
• Sportivi: è una categoria di soggetti che, per la loro elevata attività fisica, perdono una quantità importante di oligoelementi attraverso il sudore e l’urina. Tuttavia sportivi e atleti generalmente recuperano tali perdite grazie a una dieta particolarmente abbondante.

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Daniela Temponi Naturopata

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Dott. Brunetta Del Po