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Il sole di Dicembre

L’epifisi, una piccola ghiandola che illumina l’organismo.

Nel mese più buio dell’anno uno scrigno di luce si accende al centro del cervello: è l’epifisi, una ghiandola dalle dimensioni di un pinolo, chiamata anche “pineale”, cioè simile a una pigna o, meglio, al suo frutto. Il paragone non riguarda solo l’aspetto: come la pigna, simbolo dello spirito dicembrino, fa da scrigno ai bianchi pinoli, concentrati di luce, così l’epifisi, nascosta nella pigna/cervello,si carica al massimo di energia luminosa, attraverso gli occhi e la pelle, per poi diffonderla e modularla in tutto il corpo. E’ una vera e propria “gestazione di luce” che viene poi “partorita” nell’organismo attraverso il principale ormone prodotto dalla ghiandola, la melatonina. Questa, durante tutto l’anno, regola il ritmo sonno/veglia, che non riguarda solo il dormire o lo stare svegli, ma la luce e il buio presenti in ogni organo, e quindi la delicata ciclicità della produzione ormonale ed enzimatica. In dicembre l’epifisi raddoppia i suoi sforzi: approfittando del momento di buio cosmico e di letargo della natura, che hanno fatto “tabula rasa” del vecchio ciclo vitale, deve diffondere la nuova luce riequilibrando alla radice tutti i ritmi, i cicli e le pulsatilità interne, e porre così le basi per vivere al meglio il nuovo anno. Ecco perché in questo mese abbiamo il dovere di proteggere e aiutare questa piccola ghiandola nella sua opera sottile e preziosa.
L’altro ormone prodotto dall’epifisi è la serotonina, un neurotrasmettitore la cui diminuzione sembra sempre più implicata nell’insorgenza della depressione. La serotonina viene prodotta soprattutto nelle fasi di oscurità (notte, buio e inverno), è verosimile che nella moderna società metropolitana, caratterizzata da una illuminazione artificiale pressochè continua, la sua produzione diminuisca, favorendo la depressione invernale. Un motivo in più per proteggere l’epifisi a dicembre, con la luce e i colori giusti.
PICCOLI SEMI PER MANTENERE IN SALUTE L’EPIFISI
Essendo l’epifisi simile ad un piccolo seme…per la legge dei simili sono proprio i semi i suoi migliori alleati, tanto da sopperire alle inevitabili carenze di stagione. I semi, infatti, racchiudono dentro il loro guscio compatto e protettivo, il principio vitale che permette loro di affrontare i mesi del letargo invernale per poi rinascere in un frutto nuovo all’arrivo della bella stagione. Proprio come accade all’epifisi che, racchiusa nel punto più riposto della scatola cranica, attende il sole primaverile per sbocciare a nuova vita.
I semi sono ricchi di triptofano, un aminoacido essenziale che interviene nella regolazione del ciclo sonno/veglia, ripristinandone il corretto equilibrio; introdotto con gli alimenti, viene convertito dal cervello in serotonina, l’ormone del benessere e della felicità, virtù preziose tutto l’anno, ma più che mai in questo mese, quando l’esposizione alla luce artificiale sfalsa l’attività dell’epifisi, che regola il sonno e il tono dell’umore.
Oltre a noci, nocciole e mandorle, i semi più ricchi di triptofano sono gli anacardi (100 gr. ne contengono 378 mg), le arachidi (100 gr. ne contengono 305 mg) e i lupini (314 mg in 100 gr.).
Senza esagerare, dato il loro apporto calorico (tranne i lupini che non sono particolarmente calorici) possiamo assumerli per tutto il mese di dicembre come spuntini a metà mattina o merenda (i lupini), e alla sera dopo cena per anacardi e arachidi. E’ utile abbinare i semi ai carboidrati per aumentare l’apporto di triptofano; oppure uniteli al miele, meglio se d’arancio che contiene più luce, per uno spuntino o una colazione energizzanti; meglio evitare di abbinarli a carne ed uova, in quanto le proteine inibiscono il trasporto di triptofano nel cervello.

Daniela Temponi