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La felicità Seconda parte: come realizzare la propria felicità

 

nulla è più rivoluzionario della felicità

 

Secondo Raffaele Morelli “la vera felicità non è uno stato isterico di continua allegria, ma è la realizzazione del nostro progetto più profondo, il progetto che la Vita ha per noi…dunque la felicità dipende solo da noi stessi...da come sappiamo osservarci senza giudicare, da come lasciamo che la Vita, tutta la Vita in tutte le sue forme possa scorrere in noi…”

“FELICITA’ è osservare serenamente la Vita mentre incessantemente ci forma e ci crea. Osservare i dolori e lasciarli venire, la tristezza e lasciarla venire, la gioia e lasciarla venire. Allargare lo sguardo, cedere alla Vita…”

Scrive Eckhart Tolle: “ Quando cessa lo sforzo compulsivo di allontanarsi dall’Adesso, la gioia di Essere fluisce in tutto quello che fai. Nell’istante in cui la tua consapevolezza si rivolge all’Adesso, avverti una presenza, una tranquillità, un senso di pace. Non dipendi più dal futuro per la realizzazione e l’appagamento, Non guardi più in quella direzione sperando nella salvezza. Perciò non sei più attaccato al risultato. Né il fallimento né il successo hanno il potere di cambiare il tuo stato interiore d’Essere…”

Come molti di noi si sono già accorti, dunque, la felicità è uno stato interiore, che spesso non ha nulla a che fare con la nostra situazione esistenziale. Anzi, il nostro stato interiore tende a riflettersi esteriormente e anche e soprattutto sulla nostra salute; se ci sentiamo naturalmente sereni e appagati nel nostro cuore, questo stato si ripercuoterà in tutti gli ambiti della nostra vita. Resta il fatto che ognuno di noi può scegliere da dove iniziare il proprio cammino alla ricerca di questa condizione interiore.

 

 

Cominciamo a creare la nostra felicità “sulla nostra tavola” : le sostanze nutritive presenti negli alimenti influenzano infatti la nostra fisiologia;  grazie al loro contenuto nutrizionale, alcuni cibi in particolare hanno effetti benefici sia sul nostro corpo sia sulla nostra psiche. Anche il senso del gusto fa la sua parte, cibi piacevoli al palato sicuramente ci mettono di buonumore. Come pure il colore e il profumo.

 Alimenti con colori vivaci e dall’odore gradevole, possono rallegrare i diversi momenti della giornata. Anche la preparazione dei pasti è importante per il nostro buonumore. Dedicare il giusto tempo in cucina ci porta relax e stimola la nostra creatività.

 Nell’impiattare possiamo dare spazio alla fantasia, abbinando colori e forme, consistenze e aromi, anche con l’utilizzo di erbe e spezie. Mangiare in piacevole compagnia certamente aiuta, ma anche una tavola ben imbandita ci invoglia al sorriso. Mettiamo, dunque, sempre la giusta cura nell’apparecchiare il tavolo.

 È sempre bene dedicarsi a sè stessi e predisporsi ad “accogliere” il cibo nel modo più idoneo che ci sia. Anche mettendo un fiore sul tavolo o scegliendo una musica rilassante in accompagnamento al cibo. Senza dimenticare il piacere che può dare la giusta attenzione all’acquisto dei prodotti, scegliendo di recarsi dal fruttivendolo che espone in bella vista frutta e verdura magari biologica o meglio del produttore della vicina campagna, e soprattutto nel rispetto della stagionalità.

 

Cibi sì

Vediamo nel dettaglio quali sono gli alimenti portatori di allegria. Cereali integrali e farina d’avena, sono ricchi di vitamina B1, acido folico e zinco, utili per alzare il tono dell’umore e combattere gli stati depressivi, dandoci una sferzata di energia.

 Come anche i legumi, per esempio lenticchie, piselli e soia. Verdure a foglia verde, come broccoli e spinaci, hanno un elevato contenuto in vitamine (A, C, B1-2-6, E, K, PP), sali minerali (ferro, zinco, potassio, calcio, fosforo, rame) e acido folico, che proteggono il nostro sistema immunitario.

La vitamina C è fondamentale per la nostra salute, poiché mantiene alte le nostre difese immunitarie e favorisce la rigenerazione cellulare. Importante dunque è fare una scorta quotidiana di frutta e verdura fresche e di stagione ricche di questa importante vitamina. Largo a kiwi, agrumi, peperoni, carote, frutta e verdura di colore giallo-arancione con un alto contenuto di vitamina C. Anche i frutti rossi come fragole, ciliegie, mirtilli, more e lamponi, ne sono ricchi, oltre a contenere sostanze antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi, con effetto anti-aging e protettivo del sistema nervoso. Oltre all’umore, grazie al loro contenuto in serotonina, infatti, migliorano la concentrazione e la memoria.

 Frutta e verdura gialla, arancione o rossa mette sempre allegria, anche solo per via del colore vivace che risulta essere una vera e propria iniezione di vitalità!!!

 Un’altra importantissima vitamina per mantenere alto l’umore è la vitamina D, sintetizzata grazie alla luce solare, deve essere introdotta nell’organismo anche attraverso l’alimentazione. I cibi che la contengono sono rosso d’uovo, formaggi freschi e pesci grassi (salmone, sgombro, aringa, sarda, triglia).

 Altri importanti alimenti utili per avere la giusta energia quotidiana sono i semi oleosi, come semi di zucca, girasole e sesamo, noci e mandorle, ricchi anche di magnesio, contro stanchezza e nervosismo, e acido folico, che aiuta il sistema nervoso. Inoltre, contribuiscono a tenere alto il nostro stato d’animo, grazie al loro contenuto in triptofano, precursore della serotonina. Nel mondo vegetale, poi, sono ricchi di triptofano anche banane, ananas, patate e riso, pistacchi, castagne e alga spirulina. Le banane, in particolare, sono un concentrato di energia, anche grazie al loro contenuto in carboidrati, vitamine (A, C e B6), magnesio, potassio, fosforo e ferro. Cibi ricchi di triptofano sono inoltre uova, latte, formaggi freschi, carne bianca e salmone. Quest’ultimo contiene anche vitamina B12 e acido folico.

 In generale, tutto il pesce azzurro (sardine fresche, alici, sgombro, tonno etc) è ricco di omega-3 proteggono il sistema circolatorio e migliorano l’umore. Altre fonti di omega-3 sono noci e semi di lino, con un buon contenuto di vitamina B6, triptofano e acido folico. Per favorire la sintesi di serotonina, grazie alla trasformazione del suo precursore triptofano, è importante assumere alimenti ricchi di vitamina B, come avocado, miele, orzo, prugne, pomodori etc. tra i sali minerali, importantissimo è l’apporto di magnesio che favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi e aiuta l’organismo in caso di affaticamento e stress. Buone fonti di magnesio sono le verdure a foglia verde, le mandorle, i legumi, le carni bianche, le banane e il cioccolato.

 Anche il selenio è un elemento fondamentale per il nostro buonumore, che aiuta a combattere le sindromi meteo-patiche e le depressioni stagionali. Contenuto in legumi, formaggi, carne bianca e frutti di mare.

 Dulcis in fundo, il cioccolato fondente è per eccellenza il cibo del buonumore, antidepressivo naturale. Già solo il gradevole aroma sprigionato dal cacao amaro, stimola le endorfine e fa aumentare i livelli di serotonina, grazie al suo contenuto in triptofano. Inoltre contiene antiossidanti e teobromina, che ha un ‘effetto stimolante sull’umore.

 

Oltre a nutrirsi scegliendo gli alimenti ad hoc, anche in base ai propri gusti personali, è importante avere uno stile di vita che favorisca il buonumore.

 Lo sport e l’attività fisica regolare, svolta senza sforzi eccessivi, aiuta a mantenere il nostro corpo in salute, oltre a donarci una reale sensazione di benessere. Il nostro fisico è fatto per muoversi dalla notte dei tempi ed è per questo motivo che facendolo vengono rilasciate endorfine e serotonina. Basta anche una camminata ogni giorno, per almeno 30 minuti, preferibilmente all’aria aperta, alla luce del sole e nella natura. In mancanza di spazi verdi (colore che stimola le endorfine), va bene anche una bella passeggiata per le vie della città. Magari con il naso all’insù osservando antichi palazzi o attraversando parchi cittadini, per una pausa di relax. Yoga e meditazione, poi, sono ottimi per innalzare i livelli di serotonina e donarci una sensazione di pace, contro ansia, stress, preoccupazioni e depressione.

 

Certe tecniche di massaggio sono particolarmente indicate per stimolare la produzione degli ormoni della “felicità” e generare il benessere, soprattutto se effettuate in situazioni particolarmente piacevoli.

Abbracci, coccole, carezze, contatto rassicurante, piacere sessuale, tenerezze, condivisione delle emozioni, relazioni armoniose, sono gli insostituibili induttori della felicità: vanno ad attivare le aree del nostro cervello deputate alla produzione degli ormoni che ci fanno sentire bene!!!

 

Per stimolare la gioia di vivere possiamo avvalerci di alcune essenze da diffondere nell’ambiente o da usare su noi stessi o da odorare; tra questi citiamo l’olio essenziale di vaniglia, che induce a riscoprire il piacere per le piccole cose quotidiane, favorendo l’apertura verso gli altri e l’armonia nelle relazioni. Un’altra essenza che stimola la gioia di vivere è il bergamotto, particolarmente efficace in quanto, attenuando gli squilibri del sistema nervoso, favorisce il buonumore aumentando la fiducia in sè stessi e la vitalità; l’olio essenziale di gelsomino stimola l’ipotalamo a rilasciare sostanze analgesiche, è un potente afrodisiaco che promuove lo sviluppo spirituale e solleva l’umore. Il legno di sandalo aiuta a far cadere le maschere e a rivelare la propria vera natura, esplica azione afrodisiaca stimolando il risveglio della Kundalini, induce alla calma e alla comunicazione: il suo aroma orientale e caldo addolcisce aiutandoci a comprendere trovando serenità.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

Negli ultimi anni ai libri, più o meno seri, che parlano di felicità si sono aggiunti veri e propri studi scientifici e addirittura corsi di laurea sul tema, come quello istituito dall’Università della Pennsylvania. Non solo. Di recente l’Università di Edimburgo si è spinta oltre: gli studiosi A. Weiss e T. C. Bates, nel loro trattato Happiness is a personal(ity) thing, hanno individuato i fattori che determinano la nostra felicità.

Da questo studio è emerso che la nostra felicità dipende:
• per il 50% dai nostri geni. Quindi,attento ai genitori che ti scegli!

  • per l’8-10% da fattori esogeni, come soldi, status sociale, aspetto fisico ecc.
  • per il restante 40%...dipende da te, dal modo in cui tu pensi e affronti la vita.

Sono stati  rilevati 6 comportamenti per sfruttare al meglio quel 40% di felicità che dipende soltanto da noi.

  1. Trova uno scopo nella vita.Nell’antica Grecia il concetto di felicità era espresso dal termine “eudaimonia”, che può essere tradotto alla lettera con “essere con un buon demone”. Il termine “demone” (daimon) indicava infatti uno spirito guida, il destino o uno scopo. Martin Seligman, fondatore della psicologia positiva – una nuova branca della psicologia che studia ciò che rende le persone realizzate, entusiaste e felici – ha recentemente affermato che l’unico modo per trovare una felicità vera e duratura è quello di «individuare i nostri punti di forza, le nostre abilità, e far leva su di essi per raggiungere obiettivi ambiziosi».
  2. Riscopri i piccoli piaceri della vita.Per ritrovare la felicità non devi però aspettare di conseguire i tuoi obiettivi più ambiziosi: puoi raggiungerla oggi stesso. Uno degli esercizi pratici utilizzati dagli studiosi della psicologia positiva è il metodo della riprogettazione della giornata. L’esperimento prevede che i partecipanti descrivano in modo dettagliato le attività della loro giornata. Il giorno successivo, riguardando il loro diario, devono assegnare un voto alle singole attività. A questo punto, sono invitati a sostituire almeno un’ora di attività sgradite con un’ora dedicata ai piccoli piaceri della vita. I risultati del gruppo di studio hanno dimostrato che il piccolo cambiamento nella routine quotidiana può avere un notevole impatto sul livello complessivo di felicità.
  3. Segui il flusso.Il termine “flow” (flusso) è stato coniato dallo psicologo ungherese, naturalizzato americano, Mihaly Csikszentmihalyi per descrivere quello stato in cui si è completamente assorti nell’attività che si sta svolgendo, tanto da perdere la cognizione del tempo. Può capitare di raggiungere tale stato di totale immersione cantando, leggendo un libro che ci appassiona o lavorando a un progetto per noi importante. Secondo gli studi di Csikszentmihalyi la nostra felicità è direttamente connessa alla capacità di vivere sempre più frequentemente questi momenti di completa immersione e l’unico modo per farlo è quello di individuare ciò che ci appassiona e metterlo al centro della nostra vita.
  4. Scegli le tue reazioni.Tal Ben-Shahar è uno dei massimi esperti della psicologia positiva. Uno dei suoi corsi presso l’Università di Harvard è dedicato alle “reazioni”. Dai suoi studi è emerso che non sono gli eventi esterni a determinare lo stato di benessere degli individui, ma piuttosto la loro capacità di reagire in modo corretto a tali eventi. Infatti, se è vero che la vita è governata dalla casualità e non puoi scegliere gli eventi che ti accadono, è pur vero che hai sempre il controllo sulla tua reazione. «La tua vita dipende per il 10% da ciò che ti accade e per il 90% da come reagisci».
  5. Impara a dare.Un interessante esperimento della Harvard Business School ha dimostrato che spendere soldi per gli altri rende più felici che spenderli per se stessi. Durante lo studio della HBS, il gruppo di partecipanti è stato suddiviso in due classi: alla prima classe è stato chiesto di spendere una cifra, a propria scelta, per se stessi; alla seconda classe, invece, è stato chiesto di spendere una cifra, a propria scelta, per altre persone. Tutti gli individui della seconda classe hanno registrato livelli di felicità superiori rispetto ai partecipanti della prima classe; inoltre gli individui che avevano dato di più agli altri si erano dimostrati i più felici.
  6. Smettila di ripeterti «solo quando...».E veniamo al sesto e ultimo metodo. Continui a ripeterti che sarai felice «solo quando...» otterrai quella promozione, vincerai la lotteria, incontrerai il vero amore ecc.?  Legare la tua felicità a eventi futuri crea in te insoddisfazione ed è sbagliato per almeno due motivi: a) tendiamo a sovrastimare l’impatto degli eventi sulla nostra vita; b) una volta verificatosi l’evento tanto desiderato, dopo un breve periodo di euforia il nostro livello di felicità tornerà nella media.

Molti pensano che saranno più felici quando avranno più soldi. Ma gli studi dimostrano chiaramente che questa è una falsa convinzione. Se è vero che c’è una bella differenza tra il non avere soldi e il riuscire a soddisfare le proprie necessità, è altrettanto vero che superato un livello minimo di reddito, i soldi non concorrono più ad alimentare la felicità.

L’impatto di questa emozione sulle nostre vite è stato sancito dalla istituzione della Giornata mondiale della felicità. Creata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 2012, nasce dalla consapevolezza della ricerca della felicità come scopo fondamentale dell’umanità. Si celebra il 20 marzo;

la scelta della data sembra sia stata proposta dal consigliere speciale dell’Onu, Jayme Illien, che ha indicato il giorno previsto per l’equinozio di primavera.

I parametri utilizzati per rilevare una condizione così effimera e soggettiva come la felicità sono legati ad uno stato di benessere economico (il PIL, Prodotto Interno Lordo, e reddito pro-capite), sociale (tasso di criminalità) e generale (aspettativa di vita, livello di istruzione, tasso di occupazione)

Il Rapporto si basa sui dati della Gallup World Poll che registrano come le persone valutino la felicità della loro vita su una scala che va da 0 a 10.I parametri utilizzati per valutare la condizione di felicità sono 6 e riguardano: reddito pro-capite, sostegno sociale, aspettativa di vita alla nascita, libertà di compiere delle scelte di vita, generosità, tasso di criminalità.

Dal 1° Rapporto del 2012 a questo ultimo sono sempre stati i Paesi del nord Europa ad occupare il 1° posto della classifica, ad eccezione del 2015 (Svizzera): Danimarca (2012, 2013 e 2016); Norvegia (2017) e Finlandia (2018, 2019 e 2020) che con la sua continua tendenza al rialzo dei punteggi medi, consolida la sua posizione ed è ora significativamente più avanti della Danimarca. Seguono nell’ordine nella classifica del 2020: Svizzera, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia, Nuova Zelanda, Austria e Lussemburgo.

L’Italia che è stato il primo Paese ad adottare questo nuovo paradigma, avendo introdotto nella programmazione economica 12 indicatori BES (Benessere Equo e Sostenibile), correlati al conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU al 2030, si colloca al 30° posto, guadagnando 6 posizioni rispetto al 2019.

 

Quattro dei 6 fattori utilizzati da Rapporto per spiegare la felicità di un Paese si basano sull’ambiente sociale: avere qualcuno su cui contare; avere la libertà di prendere decisioni chiave per la propria vita; la solidarietà; la fiducia. Viene esaminato, inoltre, come la disuguaglianza giochi un ruolo determinante nella felicità di una persona e come buoni ambienti sociali possano aiutare a mitigare gli effetti della disuguaglianza.

 

 

Singolare è l’esperienza del Bhutan, piccolo stato che sorge  lungo la catena dell’Himalaya, unico al mondo per il suo Ministero della felicità: un vero e proprio organo che si occupa di gestire la pubblica istruzione, la sanità ed il lavoro.

Voluto dal Re per i suoi Sudditi, il Ministero della felicità è stato appositamente creato per garantire benessere a tutto il popolo.

L’economia ed il guadagno non possono essere più importanti della felicità, per questo motivo durante il 1970, venne coniato il termine FIL (felicità interna lorda).

La felicità interna lorda

è molto più importante del prodotto interno lordo.

Il principio del Re si fonda su tre pilatri: sanità, istruzione e lavoro, che sono alla base della vita quotidiana. Se i propri sudditi sono istruiti, percepiscono un reddito ed hanno il completo accesso alla sanità, allora avranno tutto il necessario per essere pienamente felici.

Il Bhutan sta facendo enormi sforzi per mantenere questo stile di vita, perseguendo un modello per noi quasi irrealizzabile. Questo paese non è solo famoso per essere l’unico a possedere un vero e proprio Ministero della Felicità, ma anche per aver registrato uno dei tassi più bassi al mondo di suicidi e di omicidi.

 

Di seguito, per chi avesse voglia di approfondire questa affascinante tematica, vi suggeriamo una serie di libri che la trattano con differenti angolature

Saggi

L'Arte della Felicità del Dalai Lama (Bhiksu Tenzin Gyatso)

L'arte di essere felici di Arthur Schopenhauer

Lettera sulla felicità e La vita felice, di Epicuro e Seneca

Impara a essere felice di Paolo Crepet

Breve corso di felicità di Raffaele Morelli

Istruzioni per rendersi infelici di Paul Watzlawick

Uno specchio limpido di Osho

La sottile arte di incasinarsi la vita, di Bernardo Paoli  

96 lezioni di felicità, di Marie Kondo  

Atlante della felicità, di Helen Russell  

Innamorati di te. Guida all'auto-realizzazione, di Tiberio Faraci  

L’arte rivoluzionaria della gioia. Il potere della gentilezza amorevole e il sentiero verso la libertà di Sharon Salzberg

Il coraggio di essere idiota. La felicità secondo Dostoevskij di Igor Sibaldi

Il piccolo libro dell'ikigai, di Ken Mogi  

Lezioni di felicità, di Raffaele Morelli

Romanzi
Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo

Perché essere felice quando puoi essere normale? di Jeanette Winterson

Felicità di Will Ferguson

Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano

Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi e Claudia Marseguerra 
Il coraggio della felicità. Il mio giro del mondo il solitaria sulle orme di Ida Pfeiffer di Loredana Scaiano

 

Brunetta Del Po – Daniela Temponi

 


BIBLIOGRAFIA

“La felicità è dentro di te” Raffaele Morelli

“Sentieri di felicità” di Marco Ferrini  Ed.CSB

“Il potere di Adesso” Eckhart Tolle Ed. Myl

 

SITOGRAFIA

https://www.studiobidogia.it/strumenti-per-pensare/espressione-allenamento-felicita/

https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/6-metodi-scientifici-essere-felici/

https://www.ultimavoce.it/il-ministero-della-felicita-il-benessere-del-popolo-come-diritto-fondamentale/

https://www.ehabitat.it/2020/03/20/giornata-mondiale-della-felicita-2020/

https://www.regionieambiente.it/felicita-rapporto-2020/

https://www.riza.it