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La felicità. Prima parte: cos'è la felicità.

 

La gioia è nel mondo com’è, nella vita com’è,

in ogni ora di vita in questo mondo così com’è.

Baal Shem Tov

 

Come possiamo definire l’emozione della gioia, della felicità?

Siamo felici? Diciamo la verità, non è una domanda che ci facciamo volentieri. Siamo così indaffarati nelle cose della vita tra impegni, corse, doveri da assolvere e obiettivi da raggiungere che “ci manca il tempo”. In realtà temiamo, ponendoci seriamente questa domanda, di trovarci di fronte a una risposta non troppo “felice”! Se chiudi gli occhi un istante e ti domandi “qual è l’ultima volta che sono stato davvero felice?”, e non parlo di quanto ti sei divertito durante un film o per una risata con gli amici. La felicità che intendo è quel guardare sereno la propria vita e sentire che non manca nulla. Osservare serenamente come uno spettatore e poter dire: che cose meravigliose, perfette quelle che vivo. Tutte, nessuna esclusa.


La nostra società ha scambiato la felicità con il divertimento, con le piccole gioie che derivano dal possesso o dall’essere apprezzati dagli altri…spaccia per felicità ciò che felicità non è, un sottoprodotto, in fondo solo uno scarto; ma non è tutto. La nostra cultura ha fatto anche di peggio. Non solo ci ha convinti che la felicità sia un continuo stato di sovraeccitazione divertita e un po' sciocca, l’assoluta negazione del dolore, ma ci ha messo in testa che possiamo raggiungere questo risultato solo rivolgendoci fuori di noi. In questo modo ci costringiamo a un’interminabile attività di caccia e conquista: comprando oggetti, aderendo a ruoli prestabiliti, riempiendoci la testa di ideologie preconfezionate da esibire al momento giusto, mentre la felicità dovrebbe coincidere con una condizione dell’essere.

 Qui un breve video di Benigni sulla felicità: https://www.youtube.com/watch?v=ilqlVftcgwI

  • LA MIMICA DELLA FELICITÀ 



    La felicità è l’emozione più ambita, infatti le persone organizzano la propria vita in modo da avere più occasioni per essere felici. Esistono 4 tipi di felicità che si possono manifestare nel volto:


    Felicità da piacere: deriva da sensazioni fisiche positive
    Felicità da eccitazione: avviene quando si è molto interessati a qualcosa.
    Felicità da sollievo: sopraggiunge alla fine di un dolore.
    Felicità del concetto di sé: deriva dal sentirsi apprezzati dagli altri.

La mimica di felicità si deve analizzare solamente in assenza di riso, perché quando è presente è ovvio che il volto assuma un’espressione felice. La manifestazione della felicità è caratterizzata da segni nella parte inferiore del viso e delle palpebre, mentre l’area della fronte e delle sopracciglia non interviene necessariamente.
Possiamo avere tre mimiche principali nella parte inferiore del viso:

  • Un sorriso a labbra unite
  • Le labbra leggermente aperte che lasciano intravedere i denti
  • Un sorriso a bocca aperta

Nell’ultima forma di sorriso possono scoprirsi i denti superiori o i denti superiori ed inferiori. Nell’espressione di felicità possono essere presenti due rughe che partono dal naso e arrivano agli angoli della bocca facendoli stirare. Si può anche sollevare la pelle sotto la palpebra inferiore, formando nell’occhio le “zampe di gallina”. Nel sorriso a bocca aperta ci può essere un grande sollevamento delle guance, tanto da restringere gli occhi.
Per quanto riguarda la mescolanza con altre emozioni, la felicità si fonde spesso con la sorpresa, quando ad esempio avviene qualcosa di inaspettato e positivo. In questo tipo particolare di mimica la bocca non è solo aperta come nella sorpresa, ma gli angoli delle labbra cominciano a sollevarsi come accade nel sorriso. La presenza simultanea delle due espressioni è segnalata da un misto tra gli elementi di felicità e gli elementi di sorpresa nella parte inferiore del viso. La mimica di lieta sorpresa dura poco, perché la sorpresa finisce e lascia posto alla felicità. L’espressione che indica la sorpresa appena passata può essere usata come espressione di saluto. In quest’ultimo caso gli occhi ben aperti possono presentarsi insieme al sorriso di benvenuto.

L’intensità della felicità 

L’intensità della felicità va dall’essere lievemente soddisfatti all’essere pieni di gioia. La manifestazione di quest’emozione può essere silenziosa o rumorosa; un lieve sorriso sarà silenzioso mentre una grossa risata a bocca aperta sarà rumorosa. Ma l’intensità del sorriso non stabilisce quanto sia intensa la nostra felicità; si può essere estremamente felici e non sorridere affatto. Il sorriso, che fa parte della mimica di felicità, può essere usato anche al di fuori di quest’emozione, per nascondere altre emozioni, o per attenuare un’emozione. Il sorriso serve anche per ridurre la tensione. Se si sorride, molto probabilmente il sorriso verrà ricambiato. L’intensità della felicità dipende dalla posizione delle labbra: tanto più le labbra sono incurvate e aperte, tanto più si è felici. Il sorriso può anche essere molto meno marcato, quando è formato dalla lieve tensione e sollevamento degli angoli delle labbra, con le guance appena sollevate e il resto del viso neutro. Quando il sorriso è appena accennato non ci sono cambiamenti visibili nella palpebra inferiore.

 

GLI ORMONI DELLA FELICITÀ



Come già ampiamente scritto nelle precedenti newsletter a proposito delle emozioni, secondo la biologia queste sono l’effetto degli ormoni sul nostro corpo. L’emozione della Gioia non fa eccezione.

Per il nostro cervello l’emozione serve all’Azione: e-motion= mettere in moto. In pratica quando al cervello arriva uno stimolo, si attiva un ormone (o più ormoni), che ci fa sentire un’emozione, che dà il via all’azione corrispondente all’emozione che abbiamo vissuto. Molti di noi hanno sentito nominare alcuni di questi ormoni, come l’ossitocina, le endorfine, la serotonina, la dopamina: influiscono direttamente sul benessere profondo della persona e non dobbiamo stupirci se vengono prodotti in seguito a situazioni di piacere come relazioni affettive appaganti, il contatto, il gioco, le avventure, le carezze e le coccole, il divertimento, il ridere e il gioire, il desiderare.


La serotonina: l’ormone del buonumore

E’ un neurotrasmettitore presente nel sistema nervoso centrale Viene sintetizzato a partire dalla conversione dell’amminoacido triptofano e ha un ruolo essenziale nel regolare alcune importanti funzioni. 

  • Oltre a favorire l’umore o il benessere, svolge funzioni fondamentali per stimolare l’appetito.
  • Stimola le aree cerebrali che controllano il sonno e la veglia.
  • Questo ormone, che agisce da neurotrasmettitore, è fondamentale per ridurre i meccanismi di ansia e depressione.
  • Stimola la libido e, grazie a essa, ci permette di godere di rapporti sessuali più soddisfacenti.

Per aumentare la serotonina possiamo intervenire nei seguenti modi:

  • Assumere gli alimenti ‘giusti’:cioccolato fondente, latte e miele (soprattutto prima di dormire),insalata, uova, formaggi freschi, carne bianca, legumi, semi oleosi/frutta a guscio, cereali integrali, banana e ananas, e tutti i cibi ricchi di vitamine del gruppo B. Assumendo carboidrati in quanto questi favoriscono il trasporto del triptofano nel cervello che funge da precursore per la produzione di serotonina.
  • Svolgere regolare attività fisica, perché mette in circolo gli ormoni e procura una sensazione di benessere generalizzato.

 

La dopamina: l’ormone del piacere

La dopamina ha una funzione determinante nei meccanismi associati alla motivazione e alla ricompensa. Questa molecola, di fatto, è fondamentale per il nostro comportamento, al punto tale che un suo deficit o una sua sovrapproduzione influiscono in diversi modi.

La dopamina è un neurotrasmettitore coinvolto in molte funzioni cerebrali e soprattutto nelle aree del cervello che controllano:

  • emozione
  • motivazione
  • pensiero
  • sensazioni di piacere

Infatti, il meccanismo è semplice: se mangi un cibo che ti piace, la dopamina lo segnala al cervello e lo spinge a ripetere il meccanismo che è fonte di piacere. Quando il livello della dopamina è basso, si può cadere nella tristezza o nella depressione.

 

  • Tra le sue principali funzioni c’è quella di attivare la sensazione di piacere anticipatorio. Questo significa sentirsi motivati semplicemente pensando a quello che una determinata attività può offrirci.
  • Guida i nostri processi decisionali, favorisce l’apprendimento, la memoria.
  • Stimola la curiosità e la motivazione intrinseca, così come la creatività.

 

Per stimolarne la produzione in modo naturale:

  • proteggere il microbiota intestinale, infatti circa il 50% della dopamina totale dell’organismo viene secreta nell’intestino..
  • Alimenti: avocado, banane, mandorle, semi di sesamo e di zucca, latticini, carne (soprattutto il pollo) e fagioli.
  • Incrementa le attività piacevoli e/o gratificanti. L’ascolto di musica è particolarmente efficace.
  • Svolgi dell’attività fisica la sintesi di dopamina è favorita dall’attività fisica in particolare quella di forza come per esempio gli allenamenti con i pesi. Rispetto all’attività cardio che stimola la produzione di endorfine ( e quindi calma), gli allenamenti di forza danno un maggior senso di gratificazione e carica.
  • Poniti degli obiettivi: anche piccole cose, per accendere i centri del piacere quando li raggiungi.

L’ossitocina: l’ormone della tenerezza e della tranquillità

Uno degli ormoni della felicità più noti è senz’altro l’ossitocina, spesso associata a dimensioni quali l’amore, l’affetto, la sessualità, le cure e il comportamento materno. Ciò nonostante, le sue funzioni sono molte altre e sono tutte associate al comportamento sociale, dunque all’empatia, alla generosità, all’altruismo. L’ossitocina è un ormone prodotto dall’ipotalamo e rilasciato dall’ipofisi. E’ associata in particolare ai rapporti affettivi all’amore di coppia e materno, alla fiducia e al sesso, ma anche all’ansia.

Se il livello dell’ossitocina è adeguato, l’ansia si gestisce e controlla meglio, che si tratti della preoccupazione per i figli o per un colloquio di lavoro.

Infatti, questo ormone si accentua durante le effusioni, soprattutto durante i primi contatti tra la mamma e il figlio appena nato. Quando il livello è basso, si può arrivare ad avere delle vere crisi d’ansia.

La sua produzione naturale avviene in situazioni di vita quotidiana che ci donano piacere, come quando riceviamo una carezza, un abbraccio, quando gli altri ci ascoltano, durante la meditazione o l’attività fisica, per fare qualche esempio.

Come aumentare l’ossitocina

  • Trascorri del tempo con le persone che amie sii gentile con gli altri.
  • Cerca di gestire lo stress.
  • Aumenta il contatto fisico, soprattutto baci, abbracci e carezze. La produzione di ossitocina risente molto del contatto fisico. Coccole, massaggi, attività sessuale sono potenti stimolatori della produzione di ossitocina e per questo ci regalano un senso di positività e rilassamento.
  • Aumenta l’empatia:in particolare l’ascolto e le parole di conforto verso il prossimo.

 

Gli estrogeni: gli ormoni sessuali

Gli estrogeni sono ormoni femminili (presenti in piccole quantità anche negli uomini) secreti dalle ovaie che influenzano l’umore, soprattutto prima e dopo il ciclo mestruale.

Si può dire che siano legati a doppio filo alla felicità della donna, al suo umore e alle sue scelte di vita. Gli estrogeni agiscono non solo sull’umore, ma anche sulla sessualità e sull’aspetto fisico, contribuendo alla bellezza di pelle e capelli.


Quando iniziano a calare, prima e dopo la menopausa, possono verificarsi soprattutto sbalzi d’umore e tristezza. Infatti, gli estrogeni e il progesterone arrivano quasi ad azzerarsi, mentre aumenta la produzione di adrenalina e cortisolo, che al contrario sono ormoni dello stress.

Come aumentare gli estrogeni

Fai tanto movimento, dalla camminata all’aerobica al ballo, magari col tuo partner: no alla vita sedentaria e priva di stimoli mentali.

In questo modo puoi mantenere alti i livelli delle endorfine, dei neurotrasmettitori dall’azione analgesica ed eccitante, e arginare gli effetti dannosi del calo ormonale.

Le endorfine: i migliori analgesici naturali

La parola “endorfina” proviene dall’unione di due termini: endogeno, che significa dall’interno del corpo, e morfina, che è un analgesico oppiaceo.

La loro funzione, come è facile intuire, è quella di calmare il dolore, attenuando la sofferenza e donandoci benessere quando agiamo con comportamenti che il cervello interpreta come adeguati.

Le endorfine sono un ampio gruppo di peptidi secreti dal sistema nervoso centrale e dalla ghiandola pituitaria. Sono associate ai naturali circuiti di ricompensa, questo significa che il cervello le secerne quando svolgiamo compiti biologicamente significativi, come mangiare, bere, fare sport, relazionarci agli altri, avere rapporti sessuali, ecc.

È possibile stimolarne la produzione in modo naturale?

Sono molti i modi per stimolare la produzione di questi ormoni. Come dicevamo, la loro produzione dipende dalle azioni e dalle attività che il cervello interpreta come positive. Ecco alcuni esempi:

  • Passeggiare tutti i giorni.
  • Ascoltare la musica.
  • Imparare qualcosa di nuovo.
  • Conversare e condividere momenti piacevoli con gli amici.
  • Abbracciare chi amiamo.
  • Mangiare cioccolato.

 
Daniela Temponi - Brunetta Del Po

BIBLIOGRAFIA

Raffaele Morelli La felicità è dentro di te Riza edizioni
Raffaele Morelli Come essere felici Riza edizioni
Raffaele Morelli Dizionario della felicità Riza Edizioni
Martin E.P. Seligman La costruzione della felicità Sperling e Kupfer Editori


SITOGRAFIA

https://lamenteemeravigliosa.it/gli-ormoni-della-felicita-alleati-del-benessere/
https://www.melarossa.it/salute/psicologia/scopri-come-aumentare-gli-ormoni-della-felicita/
https://www.metodo-ongaro.com/blog/come-aumentare-gli-ormoni-della-felicita-e-del-benessere
http://www.intelligenzaemotiva.it
http://www.giancarloceschi.it/bugie-ed-emozioni/microespressioni-la-felicita/
https://www.studiotrevisani.it/riconoscimento-facciale-delle-emozioni/