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Come scegliere un partner



Attualmente si verifica una grande volatilità nelle relazioni di coppia, indipendentemente dal fatto che ci si sposi o meno. I motivi sono svariati: si è ampliata la possibilità di nuovi incontri grazie ai social network, esiste una maggiore libertà rispetto ad un tempo  e i comportamenti risultano essere più disinvolti.
Le esperienze vissute nel corso della propria esistenza, soprattutto nell’infanzia, formano dei “modelli inconsci” che determinano in maniera significativa chi ci attrarrà, come vivremo l’innamoramento e la vita di coppia. Questi modelli ci predispongono a comportarci in un dato modo, come se fossimo inconsciamente programmati a reagire con schemi prestabiliti nelle varie fasi di una relazione romantica, senza avere la benché minima consapevolezza di ciò che realmente ci attrae nel partner prescelto.

Secondo l’Ennegramma, soprattutto nell’età biologica o comunque quando si è molto giovani, la donna e l’uomo tendono a scegliere il proprio compagno andando verso “la propria ala mancante”. Cosa significa? In quel periodo le persone prediligono cercare ciò che manca nella loro personalità e che vedono realizzato nell’altro. Penso che ognuno di noi, soprattutto se ha superato l’ età biologica, potrà valutare facilmente se ha fatto o meno questo tipo di scelta…Quando viviamo momenti particolari nella nostra vita, per esempio crisi o fallimenti o una separazione, i nostri comportamenti a prima vista sono molto diversi da quelli che ci appartengono davvero, ma d’altronde se in queste fasi incontriamo un partner, questi può essere colpito proprio da quel modo di essere che però non ci appartiene veramente: ciò può condurre, una volta passato questo momento e ritrovato il nostro abituale comportamento, a conseguenze anche spiacevoli!!!

Secondo la psicobiogenealogia i cosiddetti “destini individuali” non sono completo ed esclusivo appannaggio di una persona, ma sono l’esito di una serie di relazioni sistemiche tra individuo, famiglia, società e cultura. Quindi anche la scelta del partner sarà condizionata in parte dalla nostra provenienza familiare e socioculturale: la persona che scegliamo ha sempre un significato all’interno del nostro albero genealogico: ognuna delle due parti interessate, porta con se un bagaglio, che costituisce ”il corredo” che influenzerà la scelta del proprio partner nel momento dell’incontro.

Per realizzare un rapporto stabile  e soddisfacente è importante capire quanto bisogni e desideri causati dalle aspettative e dalle influenze sociali, dalle difficoltà della vita o dalle nevrosi della storia individuale, possano interferire con la scelta di un partner  sbagliato o indurre, cambiandolo, a ricadere negli stessi schemi scegliendo una persona simile alla precedente.

Il primo  fondamentale passo da compiere dovrebbe essere quello di conseguire una buona relazione con se stessi, conoscendo di più la propria psiche, cogliendo il senso della propria storia e sperimentando il benessere della solitudine. Solo così si potrà accedere ad una visione dell’altro ripulita da inutili e fuorvianti aspettative, evitando di cercare qualcosa che l’altro non può e non deve darci. Il partner perciò non dovrà essere colui che lenisce traumi irrisolti, conflitti e bisogni infantili o che riscatta una vita difficile, non dovrà essere né un genitore, né un principe azzurro o una principessa da salvare. Se diamo spazio a questi presupposti, tracciamo facilmente un percorso che condurrà al fallimento della relazione.

 

 


Nella società aborigena, di notte, i giovani vivono insieme. Solo una regola viene imposta: “non stare con la stessa ragazza per più di tre giorni: lei non è una tua proprietà, né lo sei tu per lei. Devi familiarizzare con tutte le ragazze così come ogni ragazza deve familiare con tutti i ragazzi, prima di poter scegliere il partner della vita”…Secondo Osho, per trovare il partner giusto non esiste altra via che l’esperienza: in quelle tribù aborigene, infatti,  non esiste il divorzio, non sussiste proprio il problema ….se hai scelto dopo aver visto e conosciuto tutte le donne della tribù, con chi farai il cambio? Hai scelto in base all’esperienza.

Secondo Salvatore Brizzi, attualmente la concezione di coppia si trova in una fase di transizione: in questo punto cruciale del percorso evolutivo dell’umanità -il passaggio dall’Era dei Pesci all’Era dell’Acquario- la vecchia idea di coppia, chiusa in se stessa e autolimitante, si sta trasformando in una visione di coppia del futuro, dove due individui decidono di stare insieme in funzione di un progetto comune che non concerne più solo interessi personali ed egoistici, ma prevede che entrambi lavorino sulla propria crescita interiore e agiscano poi nel mondo per favorire il progresso spirituale dell’umanità.

Per Salvatore Brizzi ci sono differenze sostanziali tra una coppia convenzionale, del passato e una essenziale, del futuro.   Nella coppia convenzionale scegliamo in base alla bellezza fisica, alle capacità intellettuali, la posizione sociale…Nella coppia essenziale scegliamo un partner perché abbiamo un livello evolutivo simile e un obiettivo evolutivo comune, partendo dal fatto che percepiamo un’affinità elettiva, percepiamo cioè una risonanza direttamente sul piano dell’anima. La maggior parte delle coppie che conosciamo si basano sulla chiusura, cioè nella coppia entra solo ciò che non può metterla in pericolo o può essere utile alla coppia stessa e si ricerca principalmente la sicurezza; al contrario una coppia più evoluta si apre al mondo, guardando avanti insieme verso la crescita interiore e l’aiuto agli altri, si cerca l’avventura del nuovo…e così via dicendo. La coppia essenziale non è dissoluta o libertina, non è la “coppia  aperta” che andava di moda alla fine degli anni ’60, ma, pur nella libertà, la coppia essenziale è molto unita, poiché è un legame che non si fonda sulla paura di perdere l’altro, ma sul conseguimento di obiettivi che si trovano più in alto di entrambi.



In questi ultimi anni si sta dunque facendo strada un nuovo modo di fare relazione, che influenza anche il nostro modo di scegliere il nostro partner. Staccarsi da modelli che abbiamo ricevuto e che non ci appartengono più può essere un buon inizio per scegliere un partner adatto a noi.

Per scegliere bene dobbiamo sapere che ci sono tre aspetti importanti dell’unione da considerare:

AGÁPE, l’amore incondizionato, che è quello che si stabilisce da cuore a cuore, un riconoscersi fra anime, ed è eterno.

EROS, la passione, è il trasporto passionale che si genera all’inizio ma in seguito, se non è sorretto da un amore più profondo, inevitabilmente sfuma, causando anche delusione, rabbia, rancore…Le persone in genere confondono l’Amore con l’Eros e credono che , consumatosi quest’ultimo, non rimanga nulla. Proprio quando ci accorgiamo che la passione sfuma possiamo chiarire se sotto l’Amore c’era oppure no.

SESSO, che concerne l’eccitamento sessuale; ci può essere sesso senza Amore e anche senza Eros (per esempio pornografia); il sesso può sussistere anche dopo che la passione è svanita ma il sesso senza passione diviene progressivamente sempre più meccanico e frustrante.

 


"Fui già qui un tempo,

ma quando e come non so;

Conosco quell’erba oltre la soglia, la fragranza che penetra dolce,

Il sospirato suono, i luccichii alla riva.

Mi sei appartenuta già –

Quanto tempo fa, non so:

Ma, quando la rondine s’alzò, si volse il tuo collo al punto

Ch’un velo cadde, - che sempre lo seppi.”

Dante Gabriele Rossetti

 

Come trovare dunque la nostra Anima Gemella?  Crediamo che il partner che incontreremo sia quello a noi riservato dal destino? Secondo Brian Weiss, Psicoterapeuta esperto della terapia di regressione e di psicoterapia spirituale, ognuno di noi può incontrare una, due o al massimo tre volte nell’arco di una vita la propria anima gemella. Sono incontri che il destino ha predisposto per noi e sicuramente si verificheranno; è anche vero che non tutte le anime gemelle si riconoscono, o anche che il vostro legame più forte riguardi l’anima di un vostro genitore, di un vostro figlio o di un vostro fratello. Ma quando due persone si riconoscono reciprocamente, è come un vulcano che erompe con passione, liberando un’energia enorme. Il riconoscimento dell’anima gemella può essere immediato: si avverte un’improvvisa sensazione di familiarità, di conoscere già questa persona appena incontrata, ben oltre i limiti cui arriva la mente consapevole; si sente di conoscerla così profondamente come accade solo con i membri della propria famiglia e di sapere già cosa dire e come l’altro reagirà; nasce quindi un senso di sicurezza, una fiducia immediate. Oppure il riconoscimento può essere un processo sottile e lento, in quanto non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione.

Ad ogni modo ciò che decidiamo di fare dopo quell’incontro rientra nell’ambito della scelta e del libero arbitrio. Possiamo concludere con le parole di Brian Weiss: quando gli consentiamo di defluire liberamente, l’amore supera ogni ostacolo.

 Daniela Temponi - Brunetta Del Po

 

Bibliografia

“Con te e senza di te” OSHO, Oscar Mondadori

“Risveglio” Salvatore Brizzi, Anima Edizioni

“Enneagramma di Coppia” Maurizio Cusani , Nuova Ipsa Editore

"Molte vite un solo amore" Brian Weiss, 

 

Sitografia

https://www.riza.it/psicologia/coppia-e-amore/4725/trovare-l-amore-prova-cosi.html

https://www.riza.it/psicologia/coppia-e-amore/2402/l-anima-gemella-come-riconoscerla.html

https://psicoadvisor.com/come-scegliere-un-partner-per-tutta-la-vita-234.html

https://www.lrpsicologia.it/come-si-sceglie-il-partner/