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Il metabolismo



Che cos’è questo “metabolismo” di cui si parla in continuazione e ovunque? Proviamo a spiegarlo in modo semplice.

Dal punto di vista fisiologico, il metabolismo è il “motore” che trasforma in energia i cibi, cioè quell’insieme di reazioni chimiche che avvengono all’interno di tutte le cellule del corpo, rendendo possibile la vita, mentre il tasso metabolico indica l’energia liberata durante queste reazioni e poi impiegata per lo svolgimento di funzioni essenziali (metabolismo basale) e di varie attività fisiche, per la digestione e l’assorbimento del cibo e per la regolazione della temperatura corporea. Una massa muscolare (massa magra) più sviluppata rispetto a quella adiposa implica un metabolismo più veloce. Il metabolismo viene poi accelerato dagli ormoni della tiroide, che incrementano la massa muscolare. Anche una buona funzionalità intestinale, epatica e renale, liberando l’organismo dalle tossine ha effetti tonificanti a livello metabolico.

Per avere un’idea del metabolismo basale si può moltiplicare il peso per 24 nel caso degli uomini e per 22 nel caso delle donne. Per esempio: una donna normolinea di 28 anni, alta 160 cm con un peso di 55 kg ha un metabolismo basale di circa 1200 kcal; un dispendio energetico di circa 200 kcal per la digestione e assimilazione; un dispendio energetico di circa 400 kcal per un’attività fisica leggera (impiegata, casalinga, dirigente) o di 600 kcal per un’attività fisica moderata che prevede anche, per esempio, una passeggiata quotidiana di 5 chilometri a passo spedito.

Il metabolismo è anche qualcosa di innato. Inoltre agiscono su di esso 3 Istinti o variabili: aumenta con l’entusiasmo e la gioia; è stabile con la noia e l’indifferenza; diminuisce con la tristezza, l’abbandono, il disvalore, la disistima.

Le tabelle che indicano i fabbisogni energetici quotidiani medi tengono conto delle seguenti variabili:

  • Peso fisiologico: maggiore è il peso fisiologico, maggiore è il metabolismo;
  • Sesso: nell’uomo è più elevato di circa il 7%
  • Attività fisica: il metabolismo aumenta con l’intensità dell’attività fisica (leggera, moderata o pesante). In quest’ambito rientra anche l’attività sessuale il cui dispendio energetico sarà tanto maggiore quanto maggiore è il ritmo e la durata
  • Età: il metabolismo si riduce con l’età, già a partire dai 25 anni. Dai 25 ai 75 si riduce di circa il 30%.
  • In genere temperature eccessivamente calde abbassano il metabolismo
  • Dieta: una dieta iperproteica tende ad innalzare il metabolismo basale, il digiuno tende ad abbassarlo.
  • Temperatura corporea: la febbre per es. tende ad incrementare il metabolismo
  • Secrezione ormonale: ormoni tiroidei e adrenalina accelerano il metabolismo
  • Farmaci: i sedativi, per esempio, rallentano il metabolismo.

E altro ancora. Come vediamo, il metabolismo basale di ognuno di noi è influenzato da moltissimi fattori di cui si deve tener conto.

In molte persone il metabolismo risulta rallentato. Risultato?  Ci si sente gonfi, spesso inspiegabilmente affamati e senza energia: come se il nostro motore interno non riuscisse più a trasformare in energia i cibi ingeriti. Uno dei principali imputati di ciò, in assenza di disturbi specifici (come per esempio squilibri tiroidei o disfunzioni ormonali frequenti in menopausa) è una cattiva alimentazione: mangiare male e in modo disordinato può diventare, alla lunga, un freno ai processi metabolici.

Ma non solo. 
Il Metabolismo  è il bilancio energetico del nostro organismo, istante per istante: si fonda su una regola  semplice: le energie spese si trasformano in attività vitali, quelle accumulate in grassi; per questo motivo è indispensabile bruciare energie, che sono rinnovabili e infinite! Più le utilizzi più si ricreano.

Parliamo non solo di energie fisiche ma anche mentali: infatti il metabolismo è regolato soprattutto dagli ormoni T3 e T4 prodotti dalla tiroide, la quale, a sua volta è regolata dall’ipofisi e questa dall’ipotalamo, una ghiandola endocrina collocata nella parte più profonda del cervello. Quindi il vero organo che regola il metabolismo è il cervello o meglio la parte più antica di esso, il sistema limbico, che risente moltissimo  dell’atmosfera psichica, cioè della mentalità e degli stati emotivi. Alcuni stati emotivi, se protratti nel tempo fino a diventare un’atmosfera mentale cronica carica di pensieri, influiscono sul peso in due modi:

  • Ti fanno mangiare di più (fame emotiva) aumentando i grassi disponibili
  • Ti fanno bruciare di meno, rallentando i processi metabolici

Quindi possiamo dirti:

ACCELERA E BRUCI DI PIU’!!!!  quando c’è spazio per il piacere, la passione, quando ti spendi per qualcosa che ti realizza;

RALLENTA E BRUCI DI MENO!!!!  se la vita è scontata, se non c’è avventura, se giri al minimo, o se sbagli direzione e non esprimi il vero te stesso;

LA FELICITA’ è il miglior brucia grassi: basta innamorarsi per ritrovare la forma fisica!!! Parliamo di innamorarsi della vita: amori e affetti, lavoro e tempo libero, talenti e creatività: ecco gli ingredienti della tua  dieta quotidiana;

La dieta è inutile se non cambia anche l’atteggiamento mentale!!! Inoltre secondo tutte le ricerche, troppe diete rallentano il metabolismo, andando ad inceppare il meccanismo metabolico “brucia-grassi” e le diete stesse sembrano non funzionare più.  Nella mentalità auto-punitiva della dieta sta l’errore: “dovrei mangiare meno…”, “dovrei muovermi di più…”, dovrei, dovrei … e il piacere del cibo è identificato con il male, col nemico. Ma siccome senza piacere non si può vivere, si innescano dei pericolosi sensi di colpa, diventando giudici e colpevoli nelle stesso tempo.  Per stare in forma bisogna innanzitutto interpretare il percorso del dimagrimento come un percorso di cambiamento  interiore e del proprio modo di pensare, vivere, gustare il cibo e la vita!!!

Ecco sei piccole tappe che possono aiutarci a riflettere:

 

  • Ascolto la mia fame: imparo a guardarla come un’amica, a gustare il desiderio di vita che contiene senza affogarlo immediatamente nel cibo
  • Assaporo meglio i cibi: imparo ad assaporare, non solo ingurgitare. Grazie alla lentezza scopro un mondo di profumi e di gusti. E la fame si sazia prima
  • Faccio dieta di parole inutili: non parlo a nessuno dei miei stati interiori, e se inizio una dieta lo faccio in silenzio, il mondo interiore è la cosa più preziosa che ho
  • Riduco le relazioni pesanti: mi libero dei rapporti obbligati, ripetitivi, statici. Ridurre la pasta? Si, ma preferisco prima “ridurre” chi mi fa star male
  • Vado a caccia di ciò che mi piace: mi accorgo di desideri, interessi, talenti. E ogni giorno mi chiedo: cosa mi piace veramente? E arrivano idee efficaci e creative!

 

METABOLISMO E EMOZIONI


 

Come abbiamo visto, il rallentamento del metabolismo è l’effetto di una serie di fattori che devono essere considerati nella loro globalità, per giungere ad una soluzione ottimale. Oltre ai ben noti squilibri endocrini, ipotiroidismo, diabete, menopausa, si devono considerare sesso, età, digiuno, disturbi dell’alimentazione, intolleranze, sedentarietà, nonché lo stile psichico dell’individuo.

 Come nota il dott. Giampiero Rossi:

“Ecco la definizione di base, da indiscusso classico libro di testo: “Il metabolismo è la somma totale di tutte le reazioni chimiche nel corpo”.

Con questa comprensione, se volessimo "aumentare il metabolismo", ci basterebbe fare il business di rilanciare l'efficienza del nostro corpo chimico con l'esercizio fisico, i farmaci, gli integratori, o la magica combinazione di alimenti. Questi approcci si dimostrano utili, ma non sono sufficienti a descrivere l’intera realtà metabolica. Questo perché il metabolismo non accade solo nel corpo.

Si manifesta contemporaneamente in corpo, mente ed emozioni.

…      

la definizione più completa del metabolismo sarebbe simile a questa: “Il metabolismo è la somma totale di tutte le reazioni chimiche nel corpo, influenzate da tutti i nostri pensieri, sentimenti, convinzioni ed esperienze”.” tratto da: Che cos'altro è il metabolismo?

 

Gli aspetti emozionali e mentali condizionano potentemente il metabolismo, infatti i chili di troppo sono i primi campanelli d’allarme di un disagio emotivo e quando si manifestano indicano che creatività e passione si sono spente; riaccenderle è il solo modo per tornare a star bene. Molte ricerche hanno dimostrato che nel cervello c’è un’unica sede che viene attivata dalla passione amorosa quanto dal piacere del cibo. L’amore è la forza interiore che dà vita e che è presente dentro ognuno di noi: quando le circostanze ci portano lontani dal desiderio, quella fiamma che ci tiene in vita non smette di bruciare e se è costretta a prendere strade diverse da quelle amorose, si manifesta ad esempio con un appetito famelico e un rapporto morboso con il cibo.

La depressione, lo stress, la paura, l'ansia, la rabbia, il giudizio su di sé e il dialogo interno negativo possono determinare un rallentamento metabolico. Questo avviene quando generiamo più cortisolo e insulina, due ormoni che hanno l'effetto indesiderato di segnalare al corpo di immagazzinare peso, grasso e frenare la costruzione del muscolo, o quando il nostro corpo percepisce le emozioni come difese da un attacco esterno e perciò è costretto a diminuire il dispendio energetico per fronteggiare uno stato di emergenza. L’aumento di peso sarebbe maggiore nei casi di stress congenito e rabbia non correttamente veicolata mentre laddove si manifestano liberamente le proprie emozioni, non si sono verificati aumenti significativi.

Lo studio olandese “Depressive and anxiety disorders: Associated with losing or gaining weight over 2 years?” svolto tra il 2015 e il 2016  su un campione di 2447 volontari di età compresa tra i 18 e i 65 anni, evidenzia la relazione che c’è tra i disturbi di ansia e depressione e una variazione di peso.


“Il disturbo depressivo e la Depressione Maggiore sono stati associati con un significante aumento di peso ai 2 anni e con una perdita di peso significante nel periodo prima, tanto da creare un andamento a U.

Lo studio approfondito poi, nel 2016 ha evidenziato che pazienti con Depressione Maggiore hanno più alte probabilità sia di perdere che di mettere su peso ai 2 anni, a prescindere dall’uso di antidepressivi.

Questi risultati, tuttavia, non hanno dato evidenza sulle variazioni di peso legate all’ansia. Questo perché l’ansia, condizione comune a tante persone, ha dei riscontri estremamente soggettivi che riguardano le singole persone. In alcune l’ansia è motivo di dimagrimento cosi come in altre può essere causa di ingrassamento.”

Daniela Temponi – Brunetta Del Po

 

SITOGRAFIA

https://www.francescogarritano.it/nutrizionista/ansia-e-depressione-sono-strettamente-legati-alle-variazioni-di-peso-corporeo-ma-si-ha-aumento-o-perdita-di-peso/

http://www.benessere.com/psicologia/psicosomatica/apparato_endocrino_03.htm

www.magrapersempre.it.

https://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/2062/lo-stress-fa-dimagrire-o-ingrassare.html

https://www.riza.it/psicologia/psicosomatica/5964/se-non-trovi-le-risposte-ascolta-il-tuo-corpo.html

http://www.scientific-training.it/rabbia-e-stress-fanno-ingrassare/