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L'imprenditoria etica


 

 l termine etica deriva dal greco éthos, che significa letteralmente consuetudine o costume sociale; l’impresa etica, dunque, è quell’impresa che, consapevole del proprio ruolo sociale, agisce nel rispetto di una scala di valori ampiamente condivisa all’interno dell’ambiente in cui opera

 

Il concetto di imprenditoria etica si è manifestato in quest’ultimo periodo, critico per l’economia, come fondamento di un nuovo modo efficace ed alternativo, in contrasto con il modello delle multinazionali, poco attente all’impatto ambientale e alla tutela dei diritti dei lavoratori.
Un tale sistema di gestione ha creato dei limiti molto evidenti allo sviluppo di una impresa e una serie di problemi importanti all’interno delle aziende. Il mancato senso di appartenenza ha determinato l’impossibilità di creare uno spirito di squadra tra le persone, generalmente demotivate, timorose di sbagliare e perciò limitate nell’apportare iniziative personali, facendole così diventare mere esecutrici di compiti che non portano nessun valore aggiunto, ma un livellamento verso il basso.
La totale mancanza di valori etici comporta una gestione dei rapporti con le potenziali risorse, totalmente inadeguata e fuori da ogni logica, che puntualmente uccide sul nascere le possibilità di sviluppo.

 

 

 

I principi dell’impresa socialmente responsabile sono:

 la riduzione dell’impatto ambientale

 la tutela dei diritti dei lavoratori

La maggiore consapevolezza dell’importanza di assumere un comportamento etico e socialmente responsabile è il frutto della crescente attenzione dell’opinione pubblica nei confronti delle ripercussioni sociali dell’attività delle imprese. Tale attenzione si sta progressivamente traducendo nella nascita di un nuovo tipo di consumatore, che potremmo definire critico, il quale sceglie i beni da acquistare in base non solo al prezzo e alla qualità ma anche a criteri ambientali e sociali, che tengono conto, ad esempio, delle modalità di produzione e di trasporto del bene, dei criteri di smaltimento dei rifiuti e, più in generale, delle caratteristiche etiche dell’impresa che lo produce. Se ogni bene prodotto o servizio erogato ha un peso sociale e ambientale, perché per produrlo sono state utilizzate risorse naturali, sono stati impiegati lavoratori, è stata consumata energia e prodotto inquinamento, allora l’obiettivo del consumatore critico è proprio quello di ridurre il più possibile tale peso, orientando i propri acquisti nei confronti di quelle imprese che dimostrano di avere un comportamento socialmente responsabile. È evidente che un’impresa che voglia continuare ad ottenere profitti non può non tenere conto di questo mutato atteggiamento. Ma, in concreto, che cosa vuol dire essere socialmente responsabili? Quali sono i parametri che i consumatori utilizzano per assegnare a un prodotto e ad un’impresa la patente di eticità? Da un’indagine condotta da Eurisko (un istituto di ricerche di mercato) su un campione rappresentativo di consumatori risulta che un’impresa è considerata socialmente responsabile se: • assicura che prodotti e processi non danneggino l’ambiente (82%); • tratta equamente i dipendenti e i collaboratori indipendentemente da sesso, razza, religione, appartenenza politica (77%); • fornisce prodotti di buona qualità al prezzo più basso possibile (60%); • evita di testare i propri prodotti sugli animali (60%); • rispetta i diritti umani (55%); Filantropia: amore spontaneo verso il prossimo, che porta ad operare per il suo bene. 4 • si adopera per ridurre la differenza tra ricchi e poveri (46%); • contribuisce a risolvere problemi sociali come criminalità, povertà, analfabetismo (35%)…..

Un imprenditore etico per prima cosa è attento ai valori umani: comprende quelli che sono i propri valori, quelli che sono i valori guida dell’impresa, ed ha rispetto per le capacità delle risorse che collaborano nell’azienda. Questo non significa semplicemente pagare bene e di più i propri collaboratori, ma farli sentire importanti, farli sentire parte di un qualcosa di più grande, che dà un senso alla loro vita. Un imprenditore illuminato è colui che pensa al proprio guadagno ma anche a quello dei propri collaboratori; che guida l’azienda con coscienza e mette al primo posto il rapporto umano.
In questa prospettiva anche il profitto non è qualcosa di negativo, non è mero egoismo, ma il risultato concreto di un lavoro fatto bene.

 GLI ESEMPI

 Già oggi esistono esempi di impresa etica e imprenditori virtuosi che possono essere da spunto e da stimolo per chi vuole impegnarsi seriamente nella costruzione di un nuovo modello. Sono aziende sane e di successo, per le quali oltre al profitto esistono altri obiettivi da perseguire.

In quanto principali imputate dell’inquinamento del pianeta, le imprese stanno gradualmente modificando il loro approccio ai problemi ambientali e cominciano a capire che comportarsi in modo tale da favorire la protezione dell’ambiente è oggi il modo migliore per dimostrare la propria responsabilità sociale, ad esempio: • promuovendo la ricerca e l’utilizzo di fonti di energia pulite; • sperimentando e utilizzando nuove tecnologie che minimizzano l’utilizzo di materie prime scarse. Si tratta di un tema talmente cruciale (ne va della sopravvivenza del pianeta) che in un futuro prossimo la stessa concorrenza fra imprese si giocherà soprattutto sulla capacità delle stesse di sviluppare tecnologie pulite e di produrre beni a basso impatto ambientale, per cui le imprese che inquinano troveranno sempre meno spazio nel mercato. • impegnandosi a gestire in modo corretto il processo di creazione, gestione e smaltimento dei rifiuti; • sponsorizzando e partecipando a eventi volti alla promozione della tutela ambientale. L’altro tema all’ordine del giorno è la tutela dei diritti umani e, in particolare, dei diritti dei lavoratori.

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Dell’etica imprenditoriale se n’è molto occupato Bert Hellinger che ha esteso ai campi organizzativi il metodo delle Costellazioni Familiari. soffermandosi sulle RELAZIONI SISTEMICHE tra i membri di un sistema e sulla loro qualità. In base alle osservazioni compiute, Hellinger ha stilato un decalogo del buon imprenditore: 

“Come divento e rimango un buon imprenditore?

Primo:  

quando io ho qualcosa da offrire che serve agli altri. Quanto più loro ne hanno bisogno, tanto più  importante diventa ciò che io posso offrire e allora nulla ostacola più il successo.

Cosa distingue un imprenditore? Egli ha ciò che gli altri hanno bisogno e lo rende loro anche accessibile. Quanto più egli ha ciò che altri hanno bisogno tanto più grande  è  il suo riconoscimento e il suo successo.

Risultato: Un’azienda offre. Quanto maggiore è la sua prestazione di servizio tanto più grande sarà la sua influenza. 

Secondo:

Un imprenditore ha bisogno di aiutanti. Egli può prendere collaboratori, formarli adeguatamente e istruirli affinché essi possano produrre nel miglior modo possibile ciò che egli ha da offrire e portare alla gente.

Quello che lui ha da offrire, lo deve, quindi, anche produrre e anche vendere.

Terzo:

Un imprenditore deve comandare. Egli comanda attraverso le sue idee. Comanda attraverso la produzione. Egli comanda con la vendita e con tutto ciò che comporta.

Quarto:

L’imprenditore si mette in concorrenza. Con la concorrenza migliora il suo prodotto. Lo offre a coloro che ne hanno bisogno e anche in modo maggiore.

Quinto:

L’imprenditore difende la sua impresa contro abusi e l’assicura convenientemente. Rimane sicuro di sé ed indipendente.

Sesto:

L’imprenditore sa  che è alla guida di altri,  con i quali deve fare cose assieme. Sa come ottenerle e mantenerle.

Settimo:

l’imprenditore si rallegra del suo successo, poiché un successo rende felici. Se l’imprenditore è felice e lo mostra agli altri, i collaboratori si rallegrano e con loro le loro famiglie.

Ottavo:

Un imprenditore sta con molte persone  in una comunità  solidale. Egli sa che la felicità di molti dipende dal suo successo. Perciò,  lo aumenta  con  l’aiuto di molti, che lo aiutano per dare a molti la sicurezza e la ragione di vita.

Nono:

Un imprenditore consegna la sua impresa, a tempo debito, a successori adatti. Egli dà loro il tempo necessario per avere successo. In seguito,  rimane l’anima della sua impresa. Il suo spirito positivo continua ad agire in lei nel tempo.

Decimo:

Un imprenditore lascia che la sua impresa abbia lo sviluppo che deve prendere anche se questo  non corrisponde alle sue aspettative. Le permette di farsi trascinare dalla corrente del tempo anche oltre lui e guarda verso di lei ben disposto.”

Daniela Temponi - Brunetta Del Po

 

Sitografia

https://pe.agesci.it/articolo/imprenditoria-ambiente-ed-etica/

http://www.italiachecambia.org/2016/05/impresa-etica-ecco-come-farla/

http://www.simonescuola.it/areadocenti/s332_1/1-Impresa%20etica.pdf

https://giusepperamerini.it/essere-un-imprenditore-etico-2/

http://www.decrescitafelice.it/

https://mestiereimpresa.bnl.it/roller/MI/entry/brunello_cucinelli_imprenditore_illuminato

https://www.hellinger.com/it/home/le-costellazioni-familiari/la-critica-di-bert-hellinger/ordini-del-successo/

https://www.risveglioinbellezza.com/single-post/2018/11/16/IMPRENDERE-
https://www.aidp.it/hronline/2013/2/3/costellazioni-manageriali-uno-strumento-da-scoprire.php