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Buon Natale!

Oggi una mia amica mi ha fatto dono di una pagina di meravigliose parole scritte da suo figlio. Ve le regalo come augurio: che possano risuonare dentro di ognuno di noi per ritrovare il senso vero di questo periodo magico. Auguri a tutti/e.

Il presepe e la stella cometa
“Il sen-timento del Natale me lo ha trasmesso mia mamma. Non era solo l’atmosfera creata dalla musica, dall’albero, dal presepe. Il Natale era come una coperta di lana che avvolge, riscalda, riparando dall’imprevedibilità della vita. In quei giorni percepivi un calore diverso, un’ebbrezza, un’eccitazione che coinvolgeva tutta la famiglia. Conservo un ricordo meraviglioso dei Natali da bambino, aspettavo che tutti si addormentassero per poi mettermi a contemplare da solo il presepio fatto dalla mamma nel camino della cucina. Accendevo le lucine e immerso nel profondo silenzio cominciavo a fantasticare sui Re Magi, la stella cometa, il bue, l’asinello. Mi entusiasmava guardare i monti coperti di neve di farina, il ruscello d’acqua corrente passare attraverso il mulino. Rimanevo incantato, come ipnotizzato, il tempo non esisteva più, istanti di felicità. Più si avvicinava il giorno di Natale e più la tristezza prendeva il sopravvento, mi aggrappavo a quei momenti felici ma l’effetto magico di quella coperta piano piano svaniva. Tutto finisce. Confesso che nell’istante in cui mia mamma disfaceva il presepe io mi nascondevo vinto dal dolore. Questa lettera doveva chiudersi così, ma stanotte ho fatto uno strano sogno: “ Mi sono svegliato di soprassalto, un caldo soffocante, i piedi sprofondavano nella sabbia, un cielo blu cobalto striato di rosso, cosa ci facevo in mezzo al deserto? Il mio sguardo era attratto da una meravigliosa stella, è la forma a sorprendermi, seguirla mi dava entusiasmo, camminavo con tale energia da non accorgermi che il panorama tutto di un tratto era cambiato. Mi arrampicavo tra sassi e neve su un irto pendio. La stella era sempre più vicina. Cometa! Una stella Cometa. Con che gioia associai il mio ricordo. L’avevo completamente dimenticata. Mi ripetevo come in un mantra stella cometa, stella cometa, ecco dov’ero diretto. Tanta era l’euforia che per la prima volta mi accorsi di non essere solo. Una fila di persone con gli occhi tristi rivolti a terra mi passavano accanto. Percepii dolore ma feci finta di nulla continuando ad inseguire la stella. Mi resi conto di essere in un presepio, il mio sogno di bambino si era avverato. Ero forse un Re Magio? Ecco la grotta, finalmente avrei visto bue, asinello, Maria, Giuseppe e il loro Bambinello. Di loro invece nessuna traccia, solo un bambino, non Gesù ma un putto che mi guardava con struggimento. Una lacrima rigava la sua guancia rosa. Rimasi sconcertato, abbassai lo sguardo e mestamente mi misi in fila con quegli uomini che viaggiavano in direzione opposta alla Stella Cometa”.

Renzo Cominassi