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Dicembre

Siamo entrati nel mese di dicembre, il primo della stagione invernale.

Oggi l’uomo moderno vive per lo più un inverno virtuale. Senza rendercene conto costringiamo il nostro corpo a vivere contemporaneamente in un inverno naturale e in un’estate fittizia, fatta di case, auto, uffici che possono facilmente superare i 20 gradi.
Tutto ciò impone al nostro corpo un continuo processo di riadattamento molto innaturale, che alla lunga rischia di creare scompensi. Senza augurarci di tornare ai tempi di nonni e bisnonni, in case fredde e gelide, senza acqua calda né alcun tipo di confort, esiste anche una saggia via di mezzo, fatta di buon senso, nel cercare di vivere l’inverno come tale, ovvero come una stagione più fredda.
É bello coprirsi, riscoprire il contatto con la lana, con il fuoco, con il camino acceso e lo scoppiettio della legna e dei suoi aromi, delle tisane, dei guanti e delle sciarpe, degli scarponi comodi e caldi, dei cibi speziati e delle zuppe fumanti, delle bevande corroboranti magari bevute all’aperto, scaldandoci con il bicchiere le mani infreddolite.
In Medicina Tradizionale Cinese l’inverno è espressione dell’energia dell’Acqua, non come elemento stagnante, bensì in movimento: acqua in cerca di uno sbocco.
A questo elemento sono associati i reni e la vescica e il sapore più giusto per tonificarli è il salato. I reni non solo filtrano l’acqua e gestiscono i fluidi corporei, ma sono responsabili anche dell’equilibrio idrosalino, quindi dei minerali; inoltre essi sono i custodi della nostra forza vitale e un loro squilibrio può determinare un senso di stanchezza, stagnazione e paura, ovvero l’incapacità di guardare avanti.