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Perchè mettere cibo bio nel nostro carrello spesa?

I cibi biologici si fanno sempre più strada nei piccoli e grandi mercati: privi di pesticidi e additivi chimici, assicurano un doppio benessere, tutelano la salute e l’ambiente.

“Bio è bello”, recita lo slogan salutista del terzo millennio. Il biologico ci piace perché ormai abbiamo la netta percezione che qualcosa, nell’equilibrio naturale, si stia disgregando e che si debba correre ai ripari, finchè si può. Ma sappiamo esattamente che cos’è? Intanto il biologico è diverso dal “biodinamico, concetto che nasce dalle teorie di Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia. In pratica, biodinamica è l’azienda agricola che funziona come un ecosistema chiuso, che basta a se stesso e produce da solo tutto quello che occorre alla sua esistenza. E biologico non equivale nemmeno a “integrale”, aggettivo che allude a quel tipo di alimentazione in cui il 75% dei cibi sono ingeriti crudi. La legge comunitaria definisce “agricoltura biologica” quella che evita l’uso di fertilizzanti, pesticidi sintetici o sementi transgeniche, e che rispetta la natura. Si ritorna a rispettare il ritmo delle stagioni e a far ruotare le colture sullo stesso terreno, in modo da non impoverirlo, e si rispetta la salute del bestiame negli allevamenti. E tutto quello che si produce nelle campagne “biologicamente corrette deve essere sottoposto al controllo di enti di certificazione autorizzati.

Con oltre 49 mila bio aziende e circa un milione di ettari coltivati, fino al 2002 l’Italia è considerata il paese più biologico d’Europa, davanti alla Germania e alla Gran Bretagna. Gli esperti dell’Aiab, l’associazione italiana per l’agricoltura biologica parlano di un autentico “bio-boom”.

Tra gli ostacoli alla diffusione di massa c’è ancora il prezzo un po’ elevato (dovuto ai maggiori costi di produzione e fino a qualche anno fa nei supermercati il biologico era “relegato nel reparto dietetico e macrobiotico”. Oggi la situazione è migliorata, ma c’è ancora molto da fare. Una strada giusta da seguire potrebbe essere quella di sposare biologico e tipico, e puntare sulle tradizioni, ed in molti casi è quello che si sta facendo, come nel caso di alcune aziende che hanno riscoperto i “grani antichi” e producono pasta e farine macinate a pietra. E in Italia ci sono ancora molti tesori che attendono solo di essere scoperti. Oltretutto, complice la crisi economica mondiale, molti giovani stanno riscoprendo l’amore per la terra e per tutti i lavori ad essa collegati.

Come accertarci che il cibo che mettiamo nel carrello siano veramente “bio”?

Sul mercato ci sono ormai molti marchi biologici certificati. Ma per capire quando un prodotto (alimentare e non) è veramente biologico, bisogna prima di tutto imparare a studiarne l’etichetta.
•Controllare che il cibo sia venduto con l’etichetta“agricoltura biologica-regime di controllo Cee, dicitura imposta dal regolamento comunitario.
•Non accontentatevi della scritta “prodotto naturale”, deve sempre comparire la scritta “alimento da agricoltura biologica” o “da allevamento biologico”.
•Controllare che il prodotto sia “datato”: l’etichetta deve indicare la data di raccolta, produzione, macellazione; vi compaiono inoltre una sigla identificativa del paese, il nome dell’organismo che ha certificato, un codice per l’azienda e uno per la partita del prodotto.
•Attenzione all’involucro: i cibi biologici non sono mai distribuiti dentro contenitori di plastica o altro materiale di origine artificiale.

I vantaggi di consumare prodotti bio sono tanti: innanzitutto sono più controllati dal punto di vista della coltivazione e dell’allevamento, nel senso che non si usano sostanze nocive o di origine sintetico-chimica, ma solo concimi organici; hanno sapori più “naturali”; nella produzione, è ridotto lo spreco di materie prime; le coltivazioni biologiche contribuiscono al mantenimento della biodiversità e riducono l’impatto ambientale; l’imballaggio è realizzato con materiali naturali o riciclabili.
Per contro i cibi biologici si deteriorano più in fretta, proprio perché non contengono conservanti chimici. Non essendo trattati con fungicidi, alcuni alimenti biologici possono sviluppare tossine “naturali”, sintetizzate per “proteggersi” dalle aggressioni di agenti esterni, come muffe o insetti. In genere costano di più, perché le materie prime e i metodi di produzione sono più costosi.

Infine ecco alcuni SITI da visitare per avere altre informazioni sul mondo del biologico.

www.aiab.it, è il sito dell’associazione italiana per l’agricoltura biologica
www.sana.it, è il link del Sana, Salone dell’Alimentazione naturale, salute e ambiente di Bologna
www.civiltàcontadina.it, il sito dei seed savers italiani, i cercatori di antiche sementi di frutti e legumi
www.greenplanet.net, Organic and Ecological Community, con news su leggi, produttori, mostre, dall’agricoltura alla bioedilizia.

Scegliere “Biologico” è una scelta consapevole, che va nella direzione dell’amore verso noi stessi ed il pianeta e verso le creature che esso ospita, è una scelta “ecosostenibile” che possiamo tramandare ai nostri figli come importante eredità per il loro benessere ed il loro futuro.

Temponi Daniela

Bibliografia:
Rivista: “Salute Naturale” ed. Riza