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La Serenità come disciplina

 

LA SERENITA' COME DISCIPLINA

 

 

Esplorando, o Seneca, l'animo mio, vi ho trovato molti difetti, alcuni talmente evidenti da potersi, per così dire, toccare con mano, altri invece rintanati come in un nascondiglio, altri ancora saltuari, riemergenti a tratti, ad intervalli, e che sono forse i più molesti di tutti, simili a nemici sparpagliati qua e là che ti assalgono all'improvviso, quando gliene viene l'estro — come certe tribù nomadi — per cui tu vivi sempre in uno stato ambiguo, che non è di guerra ma nemmeno di pace, ed io mi sono scoperto appunto in un'analoga condizione (te lo confesso come un paziente che si confida al proprio medico), quella, cioè, di non essere né completamente libero dai miei rancori e dalle mie paure, né di trovarmi in loro balia, sicché, pur riconoscendo che la mia situazione non è delle peggiori, avverto un senso di malessere quanto mai sgradevole, che mi rende lunatico e lagnoso: insomma, non sono malato, ma non sto neppure bene.

Lucio Anneo Seneca La serenità

 

Nella società in cui viviamo, tutta tesa al raggiungimento di obiettivi, soprattutto di tipo materiale quali successo nel lavoro, più agi e comodità, begli oggetti, più denaro ecc. , è un po’ controcorrente occuparsi di perseguire anche dei fini che hanno a che fare con le nostre parti invisibili. Non che i desideri più concreti siano negativi, anzi, ma spesso inseguiamo per tutta la vita certi sogni e poi ci accorgiamo, che pur avendoli raggiunti, non ci sentiamo né appagati, né felici. Oltretutto, può succedere che incontriamo difficoltà che non riusciamo ad affrontare e che ci mettono in ginocchio, che arrivi una malattia, una perdita inaspettata, un lutto, una crisi personale o di una persona a noi vicina, insomma tante sono le varianti che ognuno di noi si trova di volta in volta davanti e che sembrano metterci sempre più alla prova e si frappongono tra noi e la tanto sospirata  “felicità”. Così ci sentiamo frustrati, infelici, sfortunati, arrabbiati con il mondo, con gli altri, con la vita stessa e di conseguenza la nostra vita si fa sempre più complicata.

Occorre comprendere che la pace interiore, come la felicità o la gioia, sono qualità dell’anima.

E’ una condizione che dipende da noi, non dobbiamo dunque mettere la nostra  pace in relazione con ciò che viviamo nella nostra realtà. Come dice lo scrittore Paulo Coelho:”il dono della serenità è nascosto nel cuore di ognuno di noi”.

Quindi tutto ciò che dobbiamo fare è avere fiducia nel nostro cuore.

 

COSA EVITARE

 

I nostri stati d’animo sono qualcosa di più che pensieri o emozioni: sono la loro mescolanza. Nessuna emozione è priva di pensiero, nessun pensiero è scevro dal ricordo, nessun ricordo può esistere senza emozione, ecc. Gli stati d’animo sono l’espressione di quella grande commistione indissociabile di tutto quello che succede dentro di noi e intorno a noi: un misto di emozioni e pensieri, di corpo e mente, di fuori e dentro, di presente e passato. Questa mescolanza è ovviamente tanto ricca quanto complessa: impura, unica, labile, sempre rinnovata, mai esattamente la stessa. Come le onde del mare... Gli stati d’animo non sono solo un accumularsi di idee, emozioni o sensazioni, ma anche una costruzione originale: la fusione, la sintesi che operiamo automaticamente, tra il dentro (stato fisico e visione del mondo) e il fuori (reattività a quello che ci succede: siamo toccati dagli avvenimenti). Gli stati d’animo sono un fenomeno psichico aggregante: collegano passato, presente e futuro in una sensazione di coerenza e di destino. Sono come il liquido in un bagno conduttore di elettricità: grazie a loro, tutto si illumina e si infiamma, ci sentiamo illuminati o minacciati, le nostre sofferenze si attenuano dolcemente o aumentano con furia.
Christophe André Quattro Lezioni di Pace Interiore

I pensieri fissi sono tra gli aspetti cognitivi più importanti da dominare, tolgono energia, assorbono il nostro benessere e intaccano la nostra serenità. Spesso si manifestano quando ad esempio soffriamo per la fine di un amore  o nei momenti in cui il futuro ci fa paura, oppure mentre riflettiamo su avvenimenti o decisioni del passato giudicando il nostro operato. Continuiamo a rimuginare senza renderci conto che così facendo stiamo guardando l’esistenza con il solo occhio della ragione: un modo di fare alquanto riduttivo. Se affidiamo solo ai pensieri il compito di guidarci e di illuminarci, possiamo perdere l’orientamento.

 Troppi “perché”appesantiscono la mente

 La cosa che più fa soffrire è il costante tentativo di trovare una spiegazione agli eventi: “Perché è successo? Perché è accaduto proprio a me?”. Non sarà mai la ragione a fornirti la risposta. La vita è un processo misterioso e gli avvenimenti che accadono non possono essere sempre spiegati razionalmente. Ora non ne comprendi il senso: ma prova a guardarti indietro: ti accorgerai che gli eventi erano tasselli necessari affinché il puzzle della tua esistenza arrivasse fino qui. Prova a dire: “Sia quel che sia”. Chi si affida alla vita trova fonti di felicità immense.

 Rimuginare è come gettare benzina sul fuoco del dolore

Quando un pensiero ti assilla rischi di “ricamarci” sopra fino a trasformarlo in un nodo inestricabile. Inutile cercare di distrarsi, la mente torna sempre lì: analizza i motivi, le conseguenze, le colpe.... Come far sì che il cervello si distacchi dalla situazione? Prova a “ricamare” in un altro modo, non usando la ragione ma la fantasia. Parti da ciò che è successo ma poi lascia che la mente divaghi, aiutandola con immagini e libere associazioni: un ricordo, un’atmosfera, una sensazione. Inventa una storia, seguine il corso. La tensione calerà da sé…

COSA FARE PER LIBERARE LA MENTE

Non devi cercare di fare in modo che le cose vadano come vuoi, ma accettare le cose come vanno: così sarai sereno.

Epitteto

Una virtù da apprendere e coltivare per ritrovare e mantenere la serenità interiore è la resilienza. Questa parola fa riferimento alla capacità di uscire in maniera positiva da eventi traumatici e situazioni difficili, grazie a una elevata capacità di resistenza psicologica, un po’ come la capacità di un metallo di resistere a un urto improvviso e sopportare sforzi applicati bruscamente senza spezzarsi, quindi è sinonimo di malleabilità, elasticità e duttilità. In pratica essere resilienti vuol dire saper far fronte in modo positivo agli eventi traumatici senza perdere la speranza e conservando dolcezza e sensibilità; vuol dire avere un buon controllo della propria vita e una buona e sana autostima, coltivare l’ottimismo e la fiducia negli altri, valorizzare e accettare le proprie caratteristiche e i propri limiti e nello stesso tempo avere un atteggiamento attivo nei confronti delle circostanze, viste non come una minaccia ma come un’opportunità di crescita anche nei momenti più difficili della vita; significa coltivare lo spirito di iniziativa e di adattamento, saper chiedere aiuto agli altri, trovare ed escogitare nuove soluzioni, riflettere su ciò che accade e ponderare le scelte, dare sempre un senso alle proprie esperienze.

Abbiamo a disposizione alcuni strumenti straordinari per il lavoro su di Sé, due fra questi sono la gratitudine e il perdono. Questi sono qualità elevate che ci nutrono di buone vibrazioni. Rappresentano la chiave di accesso a una dimensione di pace e beatitudine.

E’ evidente che sarà più facile essere grati per le esperienze felici della nostra vita, infatti il difficile sarà proprio imparare a ringraziare e a perdonare i nostri “nemici” o le esperienze di dolore. Imparare a perdonare ci permetterà di alimentare la nostra pace, non permettendo a situazioni esterne di rovinarla.

Vivere nel momento presente

La maggior parte del tempo che viviamo ci preoccupiamo di qualcosa che appartiene al passato o di qualcosa che non è ancora accaduto. Vivere nel momento presente invece è una prerogativa di chi è in pace con se stesso e vive in modo consapevole.
Perché preoccuparsi del passato o del futuro? E’ nel momento presente che getti il seme del futuro, per cui se sei pre-occupato del tuo futuro, dovresti smetterla e occuparti del tuo presente!
Solo nel momento presente puoi raggiungere la vera pace interiore. Nell’adesso non ci sono problemi, ne preoccupazioni. C’è solo silenzio, ed è all’interno di quel silenzio che si può scoprire la pace. Impara a vivere nel “qui e ora”.
Il maestro diceva: “Il presente è un dono, ecco perché si chiama così!”

Dove metti l’attenzione?

Come forse saprai già, l’energia segue la tua attenzione. Dove metti l’attenzione, là scorre l’energia. Su cosa ti stai focalizzando? Dove ti portano i pensieri?

Imparare a dirigere consapevolmente l’attenzione è importante per riprendere padronanza della mente. Porta attenzione interiormente, osservando ciò che accade e facendo attenzione alle emozioni che nascono dentro di te.
Non permettere a ciò che accade all’esterno di spostare la tua attenzione e disperdere energie. Quando capisci che una situazione ti sta trascinando via, fai uno sforzo di volontà e riporta la tua attenzione dentro di te.

Fai meditazione?

Se ancora non hai provato la meditazione, stai perdendo l’occasione di fare un’attività molto importante che può cambiare la vita. Meditare per venti minuti al giorno può avere un enorme impatto in tutti i settori della vostra vita e grandi benefici.

La meditazione è uno strumento che tutti possono utilizzare per ritrovare quel contatto fondamentale con se stessi. Il modo più semplice e naturale per sgombrare la strada verso la pace interiore.

Incantarsi e concentrarsi
Concentrarsi sino all’incantamento su un evento può costituire una tecnica efficace con la quale tenere a freno la mente, quando la sua natura ballerina si manifesta in maniera eccessiva e incontrollata, sino a farci provare disagio. Il fatto di “gettare” un sasso e di concentrarsi a osservare costituisce già, di per sé, una “presa di distanza” da quanto sta avvenendo. Il gesto di “lanciare” il sasso mi rende consapevole che Io non sono il sasso (l’emozione sgradita) e che questo non è più dentro di me. Il sasso - emozione, con l’essere stato lanciato si trova lì, di fronte a me che osservo, anche fisicamente distaccato.

L’io e le sue azioni
Invece di definire il proprio modo di sentirsi dicendo, ad esempio: "Io sono nervoso o arrabbiato o infelice o triste…", identificandoci nell’emozione provata, ci si può staccare (disidentificare) dalla stessa. Così si diviene consapevoli che l’emozione è un evento comunque passeggero che prima c’era, e tra un po’ di tempo non ci sarà più, mentre Io c’ero prima, ci sarò dopo, ma ci sono soprattutto in questo momento. È però doverosa una precisazione per chi volesse “giocare” sia a “disidentificarsi” che a fare i “cerchi nell’acqua”: quella di non opporsi all’emozione provata ma di arrendersi ad essa, lasciandosi invadere in maniera totale.                      

Le frasi giuste da dirsi
Quando provi una emozione che ti fa soffrire:

- Cerca di porti in un atteggiamento mentale di accettazione di quello che sta avvenendo in te, senza chiederti perché e come.

- Concentrati su queste parole, che puoi dire ad alta voce o con il linguaggio interno (come preferisci): “Oggi c’è rabbia - o l’emozione provata - in me; ma io non sono la mia rabbia;io ero io prima della mia rabbia; io sarò io quando la rabbia sarà passata”.

L’esercizio: un sasso nello stagno delle emozioni
Una tecnica che ci può aiutare a elaborare positivamente gli stati interiori che ci turbano.

- Quando un’emozione sgradevole ti coglie, prima lasciala venire, accettala, accoglila in te. Poi raccogli un sassolino o un altro oggetto che non galleggi e dagli il nome dell’emozione che stai provando. Getta il sasso (o l’oggetto scelto) nell’acqua e concentrati ad osservare esclusivamente i cerchi che si formano, si espandono e scompaiono. Puoi ripetere quante volte desideri questa semplice azione. Concludila facendo qualche profondo respiro prolungandone l’aspirazione.

- Non è sempre possibile avere a disposizione dell’acqua in quantità adeguata, per cui il gioco può essere fatto con l’immaginazione, tenendo però presente di farlo nella realtà quando avrai a disposizione l’acqua (laghetto, stagno, lago, pozza…), rafforzando così la tua capacità immaginativa.

 

RIMEDI NATURALI

 

 

Con il suo portamento maestoso, l’ampia chioma e le grandi infiorescenze bianche, l’ippocastano infonde armonia, pace ed equilibrio. Anche White Chestnut, il rimedio preparato con i suoi fiori, trasmette un’analoga “informazione” energetica di  serenità, e si rivela utile per le persone preoccupate e tormentate da pensieri angosciosi e ripetitivi. Può trattarsi di vecchie o recenti inquietudini, dispiaceri o ansie per il futuro: il risultato è un continuo  “rimuginare” che ci lascia spossati e senza pace. Distrazione, agitazione, stanchezza, insonnia e mal di testa sono le conseguenze più frequenti di tale stato mentale. White Chestnut è un fiore di Bach aiuta a scacciare  pensieri spiacevoli, e a favorire la capacità di rilassamento. Diluite 2 gocce di White Chestnut in una boccetta da 30 ml., riempita con acqua minerale naturale e 2 cucchiaini di brandy. Il dosaggio è di 4 gocce 4 volte al giorno.

Quando e a chi serve

  • Quando si è assillati da un flusso di pensieri ossessivi e ripetitivi
  • Per chi tende a rimuginare senza sosta
  • In presenza di un disagio mentale causato da eccessive preoccupazioni
  • Per chi è in difficoltà a rilassare la mente per eccessivo entusiasmo o euforia
  • Per chi è vittima di stanchezza e mal di testa da “congestione” mentale
  • Insonnia da pensieri inarrestabili, con sonno disturbato o risvegli precoci

Rigenerante-rasserenante: olio essenziale di lavanda. La lavanda richiama la ”padronanza di sé, facile espressione, equilibrio”;  è un’essenza equilibrante, antinfiammatoria, molto utile per il trattamento delle piccole problematiche a carico della pelle e delle mucose come tagli, ferite, punture di insetti, piccole ustioni, acne; a livello del sistema nervoso aiuta a dominare e calmare l’eccesso di emotività, è utile in tutti gli squilibri legati allo stress rafforzando il senso di identità personale.

 

 FILM E LETTURE PER ALIMENTARE LA SERENITÀ

L’alchimista‘ di Paulo Coelho

Un vero classico. E’ la favola di un piccolo pastore andaluso che parte per un viaggio per vedere i più grandi tesori del  mondo. Ovviamente quello che trova è molto di più: paura, sofferenza, verità, ispirazione, forza e saggezza. Una storia illuminante sull’accettazione di se stessi e sull’inseguire i propri sogni che ti aiuterà a superare le tue paure e a trovare la pace interiore.

 

Mangia, prega, ama di Elizabeth Gilbert
'Mangia, prega, ama' film di Ryan Muphy 2010

Quando hai difficoltà a trovare la strada, potrebbe esserti utile leggere il viaggio di una persona che si trovava nella tua stessa situazione. In questo senso il libro della Gilbert contiene tutto quello che ti serve.

 

La perla‘ di John Steinbeck

Una tragica parabola di pace,  avidità e cattiveria che  ti potrà far scendere qualche lacrima, ma è soltanto il prezzo da pagare per la tranquillità della tua mente. “La perla” ti convincerà che l’amore e la famiglia vincono sempre su ogni cosa materiale, se si hanno queste due, si ha tutto.

 

‘Il gabbiano Jonathan Livingston‘ di Richard Bach

Una cosa è sicura: non puoi trovare la tua pace interiore se non sai quale ruolo occupi nel mondo. Il racconto di Bach, in cui il gabbiano Livingston decidere di infrangere le regole e volare più in alto di sempre, ti spingerà a raggiungere e a superare i tuoi limiti. Perchè finchè non conosci tutto quello che ti può offrire la vita, non troverai mai la pace.

 

Siddhartha‘ di Hermann Hesse

Nessuno di noi è nato sapendo cosa vuole dalla vita o come prenderselo e Hermann Hesse in questo libro cattura l’ansia, la paura e la confusione che accompagna ciò che è sconosciuto. L’insegnamento principale per i lettori è che il sentiero della felicità e della pace è un percorso individuale per ciascuno di noi e che ognuno deve trovare il proprio.

 

Le 5 persone che incontri in cielo di Mitch Albom

Spesso ciò che ci sbarra la strada sulla via della pace interiore è una lunga serie di rimorsi, di scelte su cui non si può tornare indietro. In questa prospettiva questo titolo può essere molto utile per voi. Eddie, uno scontroso 83 enne, muore in un tragico incidente ed è costretto a rivivere parti della sua vita: alcune belle, alcune brutte, altre felici e altre ancora dolorose. Nonostante tuti i suoi rimpianti, alla fine Eddie riesce a trovare la redenzione e il suo viaggio ispira i lettori a perdonare se stessi e trovare allo stesso tempo un po’ di pace.

 

Franny e Zooey‘ di J.D. Salinger

Una storia sincera sulle relazioni della vita che  può essere interpretata come un viaggio spirituale verso l’illuminazione, o meglio la comprensione di ciò che ti circonda. Quando Franny ha il cuore spezzato e vive una crisi esistenziale, arriva in suo soccorso il fratello Zooey guidandola con amore e gentilezza verso uno stato mentale più tranquillo. Questo libro, per voi, può avere lo stesso ruolo.

 

‘Il libro delle domande‘ di Pablo Neruda

Se sei la tipica persona a cui non piace sentirsi dire che cosa si debba o non si debba fare, allora forse la miglior strada per trovare la pace interiore è quella di esplorare se stessi. Fortunatamente per te, il poeta Pablo Neruda ha realizzato un intero libro di domande da cui puoi iniziare per viaggiare dentro te stesso. Bella e pungente come tutta la sua poesia, “Il libro delle domande” ti sfida chiedendoti delle cose di cui probabilmente non conosci le risposte, aiutandoti a trovare risposte in un mondo sconosciuto. 

Brunetta del Po

Daniela Temponi

 

Bibliografia

Christophe André Quattro Lezioni di Pace Interiore Ed. Corbaccio

Fernando Pessoa Libro dell’inquietudine

 

Sitografia

https://www.riza.it/benessere/fiori-di-bach-e-floriterapia/3247/white-chestnut-il-fiore-della-serenita.html

https://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/3856/serenita-un-arte-da-imparare.html